Tuesday, July 20, 2010

Reti, ma come ? 8/8

Una rete, un mondo, un contenuto. Si tratta di tanti elementi con tante normative. Ognuno la sua, tutte da armonizzare. Viene da farsi tante domande. Chi può portare un filo di rame a casa di un utente ? Chi può portare una rete in fibra ottica ? Come unire le risorse senza realizzare distorsioni del mercato ? In che modo il pubblico può aiutare lo sviluppo delle infrastrutture senza turbative ? Come intervenire nelle zone in Digital Divide ? Come realizzare una NGN sfruttando l'esistente ? Come consentire l'uso delle risorse pregresse ? Come proteggere la proprietà intellettuale dei contenuti ? Come armonizzare i nuovi paradigmi di comunicazione con il diritto di autore ? Come costruire un percorso di bilanciamento tra innovazione e tutela ?

Sunday, July 11, 2010

Simmetrico o Asimmetrico ? 7/8

Simmetrico o Asimmetrico ? L'ottimizzazione ci porta a dire che se utilizziamo più banda in inbound rispetto che in outbound, allora ci conviene rendere asimmetrico l'utilizzo delle risorse. In questo modo nascono paradigmi che da uno sbilanciamento 4:1 sono arrivati sino a 50:1. Ma nel contempo il Web si trasforma. Diventa Web 2.0. Diventa uno strumento che si muove da fruizione a partecipazione. Partecipare significa erogare. Erogare significa outbound. Per evitare barriere alla partecipazione occorre aumentare il livello di simmetria. Questa diventa una nuova frontiera ed una nuova possibilità. Un esempio di bilanciamento è dato dal peer to peer (P2P). P2P significa che ogni soggetto è sia fruitore che fornitore. P2P significa condividere contenuti nuovi o scaricati. P2P significa evitare che ci sia un unico fornitore ma aumentare la molteplicità delle sorgenti. P2P significa aumentare la capacità complessiva della rete. P2P significa bilanciare la distribuzione sulla base delle effettive disponibilità. P2P e Web 2.0, nuovi paradigmi che cambiano la tipologia di traffico, la tipologia dei servizi. Ma anche la tipologia di progettazione. La rete evolve. Non siamo davanti ad una nuova infrastruttura o ad un nuovo servizio. Siamo davanti ad un nuovo modo di comunicare e ad una nuova forma di socializzazione. L'alternanza di momenti tra P2P e Web 2.0 è impressionante. Oggetti che nascono con un paradigma e poi migrano nell'altro. Oggetti in continuo movimento. Oggetti che considerano la rete e l'ICT come un elemento scontato. Simmetrico o Asimmetrico ?

Thursday, July 8, 2010

NGN ? 6/8

L'ICT ha due parole chiave che ne caratterizzano lo stato dell'arte ed il futuro: Digital Divide (DD) e Next Generation Network (NGN). DD significa difficoltà ad avere la banda larga. NGN significa avere la banda ultra larga. Le cause per il DD sono svariate. Possono esserci pochi utenti potenziali e attrezzare un'area risulta non redditizio rispetto a quanto si riuscirà a raccogliere. Anche nel lungo periodo. Le risorse disponibili posso essere tutte impegnate e gli investimenti necessari per crearne delle nuove possono risultare non redditizi. Le risorse disponibili posso essere tecnicamente inadeguate e occorrerebbe cambiarle tutte oppure cambiare la tecnologia portando ancora ad un paradigma di non reddittività. La misura del DD è problematica. Per alcuni anni abbiamo misurato la potenzialità di un'area. E ci sembrava di essere vicini ad una buona copertura. Poi abbiamo iniziato a misurare la effettiva capacità di un'area. Ed abbiamo capito di essere lontani. Di avere un DD a livello italiano di oltre il 12%. Una percentuale difficile da erodere in qaunto tutta data da zone problematiche. Tutta data da code. Nell'ICT creare per tanti è facile. Pian piano che si diffonde un servizio occorre andare a creare per i rimanenti. Meno sono i rimanenti, più sono dispersi, più sono in zone difficili, più diventa tutti complesso. E costoso. Le code sono difficili. E le code cambiano a seconda di cosa definiamo essere in DD. Definiamo una tipologia di servizio ? Definiamo una tipologia di connessione ? Definiamo una velocità ? Definiamo un costo per avere un servizio ? Definiamo un ritardo massimo quando invio un pacchetto ? Definiamo la capacità di utilizzare l'ICT ? Definizioni diverse che portano a code diverse e a soluzioni diverse. In parallelo la NGN. L'idea è di diffondere fibre ottiche ovunque. Fino a casa, oppure fino all'edificio, oppure fino al marciapiede, oppure fino alla nostra zona. E l'ultimo pezzo lo faccio con quello che riesco. Può essere rame dedicato. Può essere rame condiviso. Possono essere onde convogliate. Possono essere doppini. Possono essere tratte radio. Qualsiasi strumento purchè si riesca a porta il servizio. Un servizio che deve essere veloce, ma veloce quanto è difficile da dire. Veloce più che con un sistema tutto in rame. Ritornano i fili, fisici o virtuali. E avere tanti fili risulta essere strategico. Ci piacerebbe una fibra per ognuno ovunque. Ma dobbiamo evitare di distruggere tutte le strade. Dobbiamo evitare di posare e riposare. Se è vero che con l'ICT tanti servizi su una stessa rete, con la NGN abbiamo tanti operatori con tante fibra negli stessi cavi, negli stessi tubi, sulla stessa rete. La rete diventa un elemento unificante per i servizi, per gli utenti, per gli operatori. NGN per tutti ?

Sunday, July 4, 2010

Uovo o Gallina ? 5/8

L'ICT è rete o servizio ? Il paradigma è uovo o gallina ? Meglio costruire una infrastruttura e poi popolarla di servizi oppure analizzare i servizi e poi definire quale infrastruttura sia in grado di abilitarlo ? Una risposta difficile. Le infrastrutture durano di più dei servizi. Una rete può avere una vita dai 20 ai 50 anni. Un servizio ha un orizzonte dai 3 ai 10 anni. L'infrastruttura ha una vita in crescita, resiste sempre più nel tempo. Il servizio ha una vita in calo, diventa obsolescente con una velocità sempre maggiore. Se progettiamo pensando ad un servizio dobbiamo prevedere la sua evoluzione. Ma se conosciamo già la sua evoluzione allora la possiamo progettare ora. Purtroppo, più andiamo nel futuro, più le previsioni di penetrazione e di utilità di un servizio diventano incerte. Sappiamo solo che avremo sempre dei servizi nuovi. Ma non sappiamo quali. Sappiamo solo che i servizi useranno la rete. Ma non sappiamo come e quanto. Viene da pensare meglio costruire una infrastruttura, oggi, ridondata. Con molta più capacità rispetto a quella che serve. Senza pensare ai servizi che ospiterà domani o dopodomani. Ridondare nella infrastruttura costa poca mentre la si realizza. Molto più complesso è espanderla dopo. Costruiamo quindi delle autostrade con tante corsie. Poi le popoleremo di auto. Evitiamo di contare le auto oggi e capire dove vogliono andare. Ci vuole lungimiranza a percorrere questa cammino. Perchè non è scontato sapere se e quando vi sarà un ritorno di investimento. Non è scontato ipotizzare quando. Ancora una volta si crea abilitazione. L'ICT abilita i servizi, l'infrastruttura abilita l'ICT. Uovo o gallina ?

Saturday, July 3, 2010

Integrazione ? 4/8

Con l'ICT siamo tutti abilitati. E' finito il tempo in cui una idea di servizio passava dal problema di veicolarlo. Una rete unica flessibile, per tutti i servizi. Dove pacchetti e circuiti convivono. Si vedono pacchetti che corrono su circuiti, che sono basati su fili, alcuni veri, alcuni virtuali. I virtuali magari sono ancora pacchetti. Non importa. Qualsiasi cosa a cui penso può essere trasportata. Da ovunque a ovunque. Rimuoviamo sia il problema della tipologia del servizio che della capacità. E pensiamo. Sulla rete può andarci di tutto. Video. Immagini. Ma perchè no, anche sapori e odori. Un servizio deve diventare una esperienza immersiva. Occorre ripensare la progettazione di qualsiasi cosa. Se qualcosa può essere spezzettato. Se qualcosa può essere fatto in modo collaborativo. Se posso allontanare di un metro due persone e due oggetti. Allora li posso allontanare di 10000Km. Se posso interagire da ovunque anche mobile. Se posso vedere nel dettaglio da ovunque. Se posso vivere una esperienza locale da remoto. Se posso riprogettare i processi. Allora una rete abilita davvero alla libertà. Una libertà di fare e creare. Di rifare e ricreare. Ma non solo progettare, anche produrre. Una catena di montaggio virtuale. Spezzettiamo sul territorio gli elementi di un processo e ricostruiamolo andando a prendere le competenze dove sono. Creando sinergie che prima non potevano esserci o esistere per barriere di distanza. Una logistica virtuale per produrre oggetti fisici costruiti da un insieme di soggetti che non sarebbero mai stati una singola impresa. Forse sembrano sogni. Sicuramente visioni. In molti casi sono già realtà. Realtà di una trasformazione in atto, che utilizza l'ICT come elemento abilitante, scontato, presente, pronto ?

Thursday, July 1, 2010

ICT ? 3/8

Il Mondo 1 vede nel circuito e nella sua commutazione il fondamento del proprio modello di servizio ed economico. L'utente istaura circuiti e paga. Paga per l'istaurazione, con il costo di setup, ad esempio con lo scatto alla risposta. Paga per l'utilizzo, misurando il tempo. Il Mondo 2 vede nel pacchetto e nella sia commutazione il fondamento del proprio modello di servizio ed economico. L'utente invia pacchetti e paga. Paga un canone di utilizzo. Indipendentemente dalla quantità di utilizzo. Legato alla capacità dell'accesso. Circuito contro Pacchetto. O forse filo verso servizio. Il Mondo 2 ha bisogno di fili per funzionare, e allora sfrutta il Mondo 1. Il Mondo 1 separa i servizi ma fatica a costruire una rete per ogni servizio, e allora sfrutta il Mondo 2. Il Mondo 2 offre il meglio che può ma fatica a differenziare la qualità, e allora sfrutta il Mondo 1. I due Mondi si compenetrano. Se guardiamo a ieri possiamo distinguere. I cellulari sono del Mondo 1. Internet è del Mondo 2. Il telefono è del Mondo 1. Il VoIP è del Mondo 2. Però oggi i cellulari vogliono navigare in Internet. Però oggi Internet vuole essere mobile. Per oggi voglio telefonare con il VoIP. Però oggi telefono con il VoIP anche quando non credo di farlo. Semplicemente perchè due Mondi, che sembravano lontani, si sono uniti. Due Mondi con una storia diversa, con servizi diversi, con rapporti diversi, con meccanismi economici diversi, si sono uniti. Non ha vinto nessuno. Non ha perso nessuno. Non c'è stata nessuna guerra. C'è stata una evoluzione. Ognuno aveva qualcosa, ognuno poteva metterci qualcosa. Ed è stato fatto. Così nessuno oggi pensa più a realizzare una nuova rete per ogni servizio. Nessuno pensa che i fili siano inutili e si investe posando ogni volta che vi è la possibilità. Alcuni chiamarono il Mondo 1 Communication Technology. Altri chiamarono il Mondo 2 Information Technology. A me è sempre sembrato molto una definizione da biglietto da visita. Oggi tutti parlano di Information e Communication Technology o ICT. Con l'ICT chi fa fili parla anche di pacchetti. Chi fa infrastrutture parla anche di servizi. Competenze diverse si mescolano. Creano un visone integrata. Si scardinano i vecchi criteri di progettazione settoriali a favore di una visione di filiera. Gli spazi si riempiono, sia di conoscenza che di metodi ?