Sunday, May 17, 2009

Per sempre Beta ?

Ci sono paradigmi che cambiano, e non ce ne accorgiamo. Chi un minimo ha seguito l'evoluzione dell'ingegneria del software ha chiaro che il software è un prodotto con un ciclo di vita. C'è l'ideazione, c'è lo sviluppo, poi c'è il testing. Il testing è affascinante. Si parte dalla versione pre-alpha, dove le funzionalità non sono complete e pochi intimi iniziano a provarla, facendo uno slalom tra mancanze e bug, speranzosi. I pochi guru della pre-alpha, soggetti che solitamente riuscirebbero a far fare di calcolo anche ad un tostapane, capaci di inserire dati in binario, vengono integrati con altri soggetti, i programmatori non dormienti, soggetti che passano le notti a provare ed installare, normalmente malnutriti e senza relazioni sociali, felici di testare e di possedere la novità, qualunque essa sia. Un giorno il prodotto matura, e si passa alla beta, una versione che può essere diffusa agli esseri umani, a tutti quelli che la vogliono, in cui la probabilità di non funzionamento è posta ad una soglia accettabile, ma ignota. Tutti si affrettano a possedere la beta, perchè la novità è sempre un segno di distinzione, perchè ci sono funzioni annunciate ed utili e mai avute, perchè magari non ci saranno i soldi per prendere la versione finale e allora almeno si ha l'ebrezza di avere avuto l'oggetto per se. Dopo la beta l'evoluzione cambia a seconda della casa madre, comunque si può avere il prodotto o una release candidate, che sarebbe il prodotto definitivo che può essere provato senza essere acquistato, e già che ci siamo, facciamo qualche altro test.

Bene, tutto questo non esiste più. Oggi abbiamo il web 2.0, gli applicativi funzionano dentro al browser, e allora l'idea è che li portiamo in beta, usiamo tutto il mondo come tester, e li lasciamo in beta per sempre. Un esempio, tra tutti, è gmail. In beta dal 2004, dopo 5 anni continua ad esserlo e probabilmente lo rimarrà per sempre, ma questo poco importa. L'idea è che il prodotto è in evoluzione. Essendo fruibile dal web, il "codice", cioè l'oggetto che ne regola le funzionalità, viene scaricato ogni volta che ci colleghiamo. E quindi può essere aggiornato ogni giorno, anche più volte al giorno. Le funzionalità vengono introdotte pian piano, il prodotto evolve, e tu quasi non te ne accorgi. Ogni tanto compare un nuovo bottone. Ogni tanto hai una nuova funzione. Ogni tanto hai un nuovo look&feel a disposizione, ma tutto è ben compatibile con il giorno precedente e quasi non te ne accorgi. La cosidetta manutenzione correttiva (per gli errori) ed evolutiva (per le nuove funzionalità) viene annegata completamente nelle continue nuove variazioni, che non possiamo più chiamare release, in quanto non solo non ho indicazione di quale release sto usando, ma probabilmente mi cambierà tra qualche ora e soprattutto è diversa da sistema operativo a sistema operativo, ma anche tra browser e browser.

Continua evoluzione, porta a scrivere beta vicino al nome del prodotto, beta che una volta voleva dire oggetto in debug probabilmente pieno di errori di cui diffidare, oggi significa invece oggetto dinamico che cambia in continuazione e che è frutto di una collaborazione mondiale e continua, di una evoluzione costante, senza piani noti ma con risultati apprezzati. E' un mondo diverso. Ce ne accorgiamo davvero a fatica. Inoltre, un nuovo spettro si aggira all'interno del web 2.0 e della beta. Si chiama caching. Se è vero che tutta la mia vita è ormai organizzata da alcuni software, se è vero che anche le mie relazioni sociali sono sovraintese da questi sistemi, se è scontato che il modo di operare è web 2.0, se il web 2.0 funziona in un browser collegato alla rete, cosa mai mi succede se sono disconnesso ? Anche per qualche secondo, ma in un secondo essenziale. Improvvisamente non ho più accesso, non ho più un pezzo di me stesso. E allora caching. Il browser diventa più intelligente e si sincronizza con internet, alliena indistintamente dati e programmi fruiti dal browser tra la rete e il browser locale. Smetto di sapere se ho accesso o no, smetto di sapere quando sono connesso e quando no. Ci pensa lui, in un balletto tra realtime e caching, perennemente e automaticamente sincronizzato. Il tutto, ovviamente, sempre e solo in beta.

Evviva la beta, beta per sempre.

Sunday, May 3, 2009

Dieta di Atkins ?

Un giorno la mia stupenda bilancia digitale ha scritto 113. Si tratta di un numero impressionante, sia perchè ricorda il numero di emergenza della Polizia, sia perchè è un numero primo, sia perchè onestamente guardandomi si sarebbe detto massiccio ma non grasso. Però trasportare un 113, sebbene ci si abitui a tutto, non è uno scherzo. E allora ho accarrezzato l'idea di una dieta. Cercato in Internet, come avrei cercato qualsiasi altro oggetto, ho trovato l'idea della dieta di Atkins. Me ne sono innamorato dopo circa 10 minuti. E l'ho interpretata, sicuramente male, a modo mio.

Brevemente, l'insulina è ormone proteico prodotto dal pancreas che favorisce la penetrazione del glucosio in alcuni tipologie di cellule. La lipotropina è un ormone prodotto dall'ipofisi che promuove l'utilizzo del grasso nel corpo. Un gioco interessante è il bilanciamento tra questi due ormoni. Atkins suggerisce una dieta iperproteica, in cui vengono praticamente annullati i carboidrati. I carboidrati sono il primo combustibile ad essere metabolizzato, se non ci sono l'organismo utilizza i grassi, che scioglie, producendo, tra l'altro, chetoni.

Questo regime alimentare è semplice. Basta leggere le etichette ed evitare i carboidrati. Il che significa evitare pasta, pane, qualsiasi oggetto contenga farine, zuccheri, alcol, ma anche frutta e molte verdure. Che cosa rimane ? Carne, pesce, formaggi, uova, ed alcuni altre cosucce. Se piacciono, allora è tutto facile, se non piaccono, non è la dieta per voi. Se non state bene di salute, non è la dieta per voi. Io ci ho provato. Partiamo dai risultati: -10Kg in 20 giorni, -15Kg in 40 giorni, -20Kg in 80 giorni. L'importante è porsi un peso target, ed andare verso quello.

Per me è stato facile. Invece che mangiare la pasta al ragù, mangio solo il ragù. Senza paura di chiederlo al ristorante. In aereo mi sono ritrovato a svuotare i tortellini dal loro ripieno. Sono diventato un piccolo intenditore di salami, ma li ho sempre amati. Ho rivalutato tutti i derivati del maiale. Ma anche di altri animali. Ho superato completamente ogni considerazione morale sull'essere carnivoro, lo sono. Ho scoperto tante cose sui formaggi e ora li riconosco. Ho quasi iniziato ad amare la Francia, per la loro capacità di fare formaggi estrosi e saporiti. Ho scoperto che ovunque sei, trovi sempre qualcosa di compatibile, a qualsiasi ora. Sempre. Anche nei paesi esteri più difficili. Mangio nei fastfood come ho sempre fatto, ma mangio l'interno del panino e non l'esterno. Dopo mangiato, non ho più fame. Prima non erà così.

La dieta è un momento strano. Tutti ti dicono che fai bene ma ti consigliano su cosa fare. Se gli speghi che la tua è una dieta particolare, che non puoi magiare 2Kg di pomodori sconditi ma 2Kg di zampone, allora diventi un diverso, e tutti iniziano a dirti che sbagli. E' quasi una lesa maestà alla dieta mediterranea. Quasi un insulto alla patria. E' il momento di non ascoltare. E subito trovi una comparsa che ti racconta di sfortune immani, ti predice un colesterolo mostruoso, ti predice quasi una morte istantanea. Ecco, il tuo metabolismo fortunatamente non ascolta e fa quello per cui è programmato. Cerca di non ascoltare neppure tu. La dieta chetonica è diversa dalle altre. Ognuno reagisce in modo diverso. Provala su di te e possibilmente ascolta i segnali che provengono dal tuo corpo, leggi tanto, studia tanto, informati tanto. Vai da un medico se vuoi, ma attenzione a selezionare un medico e un filosofo.

L'dea di Atkins è che mangiando poco, affamando, si ottiene poco. Invece, mangiando solo proteine e grassi, in abbondanza, magari ce la fai. L'idea di poter mangiare finchè vuoi è stupenda. Peccato che senza pane è un attimo difficile mangiare 1kg di salame. E allora, alla fine, trovi che mangi il giusto, senza rendertene conto. E ti sazi. E smetti di pensare che il traguardo della mattina è il pranzo e quello del pomeriggio è la cena. E la vita, permettetemi, diventa diversa, diventa più vita e meno cibo.

Ma non sono tutte rose e fiori. I carnivori sono più veloci. Il tuo umore cambia. La prima settimana è mostruosa, non sopporti nulla e nessuno. Uno spillo che cade è una campana che ti rintrona. Senti il rumore del tessuto dei vestiti e ti infastidiscono i singoli movimenti dei tuoi interlocutori. Vorresti saltargli alla gola. Tranquillo, passa. Ma devi stare calmo, controllati. Dura una o due settimane. Poi torni ad essere tu. I chetoni sono brutte bestie da smaltire. Il tuo corpo usa polmoni e reni. Bevi tantissimo. Sempre. Così i reni non se ne hanno a male. E poi l'intestino, senza fibre, non è facilissimo da gestire, ma, appunto, va gestito opportunamente, anche con aiuti vari. Gli integratori fanno capolino, ma devono acnhe quelli essere senza carboidrati. Una banalità da quando prendo vitamine ogni giorno, non ho più avuto un raffredore o una influenza. Sarà un caso.

Una cosa bella è che aumenta il livello di attenzione. Sempre. Il pomeriggio, dopo mangiato, mentre gli altri sbadigliano, tu sei nel massimo della forma. Si dorme meno, ma si produce molto di più. Il sonno è più vigile, più pronto. In generale ti senti diverso, ti senti più presente e più controllato. Poi ti abitui, come sempre, a tutto, ed anche queste sensazioni spariscono.

Pian piano ti rendi conto che hai una nuova cucina davanti. E quindi ti inventi delle nuove ricette, con nuovi gusti, nuove quantità. La tabella dei carboidrati è il tuo nemico ma anche il tuo alleato. La devi leggere, memorizzare, investigare. C'è scritto cosa non devi mangiare. Ma ci sono anche i suggerimenti di cosa puoi mangiare e con un pò di fantasia che cosa ti puoi inventare.

La fermezza e la perseveranza sono gli elementi chiave. Soprattuto nelle cene, soprattutto con gli amici. Non c'è spazio per sgarrare. Atkins dice 20gr di carboidrati giorno. Il che significa davvero poco. Questo non significa 20gr di pasta, ma che i cibi che mangi devono avere così basso tenere di carboidrati da non superare i 20gr complessivi al giorno.

Infine, non è vero che questa dieta è più costosa di altre. Credevo di si, ma alla fine non è vero che il salame che mangi costa poi così tanto più del pane che mangiavi, ed in generale che il condimento è così drammaticamente più costoso di ciò che condisce. Sembra incredibile, ma non lo è, ed anche questo è un evidente segno dei nostri tempi. Buona dieta a tutti.