Friday, December 28, 2007

Senza Limiti ?

Guidare in Germania, sulle autostrade, è strano. Intanto non si pagano, o almeno quelle che faccio di solito io sono gratuite. Poi non ci sono limiti di velocità. Un concetto strano. Ripeto, non ci sono limiti di velocità. C'è una velocità, generica, consigliata, 130Km/h. Poi si sono dei pannelli che indicano il limite, eventuale ma tassativo, sul tratto. E poi il cartello fine del limite di velocità significa che puoi fare la velocità che vuoi, i 350Km/h, se vuoi o se puoi. Alcune osservazioni sono importanti. Tutti rispettano i limiti. Se ad un certo punto c'è scritto 90Km/h, tutti frenano e da quel punto fanno i 90Km/h, non i 95Km/h. Poi, dopo un pò, quando finiscono i divieti, ripartono ognuno alla velocità che preferisce. Improvvisamente capisci perchè sul mercato ci sono automobili che fanno i 280Km/h: perchè esiste un posto dove si possono fare. Poi ti chiedi se non sono matti e pieni di incidenti e scopri che il parametro è il numero di decessi funzione del prodotto veicolo per kilometri, misurato ogni miliardo di veicoli*km; nel 2003 la Germania era a 9.7, l'Italia a 10.9, cioè oltre il 10%. Non si tratta di un parametro solo per le autostrade, ma già questo dato è significativo: andare piano non significa per forza non aver problemi. In pratica andare forte dove si può, piano dove si deve, potrebbe essere meglio che andare a caso, sempre, senza capire come andare. In Germania quando vedi un divieto capisci che è li per preservare l'incolumità del guidatore, per aiutarti. Se provi ad andare più forte effettivamente non ti senti sicuro e capisce il razionale della regola. In Italia a volta non sai a che velocità dovresti andare. A volte trovi più cambiamenti in 100 metri, su un rettilineo, non capisci davvero perchè, ed il limite è molto più basso di quello che potrebbe essere. In queste condizione ti viene da non rispettarlo, perchè pare punitivo, invece che razionale. Spesso, ultimamente, trovi anche un qualcosa a verificarti nel punto di variazione: 90Km/h, 60Km/h, Autovelox, 90Km/h; su un rettilineo... c'è riflettere... Quindi limiti, ma limiti sensati. Tu come guidi ?

Wednesday, December 19, 2007

Detrazione affascinante ?

Molto spesso mi interrogo su che cosa farei io se. Un gioco difficile, che esce dalla critica e cerca di entrare in modo propositivo nella sostanza. Molto spesso non trovo soluzioni, o quando ne trovo una che mi sembra brillante, riflettendoci accuratamente, risulta spesso non così geniale. Questo è particolarmente vero quando si ragiona sulla fiscalità. Oggi, però, ho sentito una idea che mi ha colpito più di altre. La domanda è: che cosa succederebbe se tutti potessimo detrarre, integralmente, le nostre spese nella nostra dichiarazione dei redditi ? Pensando che alla parola tutti corrispondono le persone fisiche e non solo le imprese. Quali effetti. Per detrarre qualcosa bisogna intanto averlo speso ufficialmente, per cui occorre avere una prova dell'acquisto, cioè uno scontrino, una fattura. Immediata la lotta all'evasione in quanto la mancanza di una fattura equivale alla mancanza di una detrazione. Come dire che aumenta l'esercito dei finanzieri, da qualche migliaia a molti milioni. L'effetto potrebbe essere devastante. Che succede però al mancato introito per la detrazione. Da un lato potrebbe essere equilibrato dall'aumento del gettito per emersione. Dall'altro si potrebbe procedere modificando opportunamente lo schema delle aliquote. Sembrerebbe una manovra semplice, tutti a raccogliere scontrini, invece che a liberarcene contestualmente all'acquisto. Inoltre, pensando di dedurre, spenderei di più, e forse potrebbe essere un bene per l'economia. In pratica penserei che più compro più deduco. Un mercato decisamente diverso. Archiviando questa idea, che cosa faresti tu se ?

Thursday, December 13, 2007

Open Source ?

Scrivevo del software. Mi pagavano per farlo. Il software veniva venduto, spesso non esisteva ancora quando veniva firmato il contratto, poi in fretta si adattava quello che si aveva, il know how, per farlo diventare il prodotto venduto. Poi la manutenzione: sposta, cambia, migliora. I sorgenti rigidamente custoditi, e comunque assolutamente incomprensibili. Il formato dati assolutamente proprietario, inventato, comunque assolutamente non documentato. Ma si viveva bene. Poi, un giorno, qualcuno scrive un programma e pubblica il codice in rete. A disposizione di tutti. Il bello è che leggendolo lo capisci. Chi pubblica è un pò come uno scrittore, si rivolge al pubblico, non scrive per un solo committente, scrive per tutti. E nascono le community, tanti che insieme lavorano ad un solo progetto, ognuno si specializza su qualcosa, il risultato è entusiasmante. Nasce l'Open Source. Spesso il codice è molto meglio di quello che so scrivere io. Invece di avere un tester o due, finalmente una intera comunità che prova, che non si aspetta nulla, ma che con dovizia tecnica aiuta costantemente a migliorare il sistema. La paura per chi faceva soluzioni proprietarie è grande. Un tam tam minaccioso, spaventati dall'idea di non avere più un mercato. Semplicemente cambia il mercato. Prima si scriveva codice, oggi si arricchisce codice già scritto; prima si era soli, ora si è in tanti; prima si passava il tempo a fare debug, ora si passa a fare nuove funzioni; prima si partiva da zero, ora si sceglie tra l'esistente. Il lavoro di una software house è solo cambiato, non è assolutamente stato annullato. Il mercato è affascinante, tutti sviluppano, poi si customizza, poi si adegua, poi si fa manutenzione. Alla fine le opportunità sono più di prima, soprattutto per le piccole aziende, che possono proporre sistemi complessi prima impensabili. Un nuovo mercato, ma è un traguardo ? A giudicare dal trend attuale, pensando all'utente finale, assolutamente no. Nuove tendenze stanno facendo capolino, Web 2.0 è solo un esempio. Evviva l'Open Source, come metodo, non come scelta precostituita. Ed è subito neutralità.

Tuesday, December 11, 2007

Box saturo ?

All'ingresso della mia casa impera un cartello di un gestore di telecomunicazioni che dichiara la presenza della fibra ottica nel palazzo, con mirabili servizi collegati. Ordinata una banale connessione a banda larga allo stesso gestore, dopo soli 2 mesi arriva un tecnico che con 5 secondi di permanenza dichiara che il box è saturo. Interessante. Cosa significa ? Significa che la fibra in realtà qui non c'è, anche se il cartello dice il contrario. Significa che per connettermi occorre usare un doppino, e l'unico gestore che sino ad ora lo ha a disposizione è Telecom Italia, e qualunque gestore per ora lo compra all'ingrosso da Telecom Italia. Significa che tutti i doppini di Telecom Italia nel mio palazzo sono già occupati e quindi non è possibile portare una nuova linea. Significa che non posso avere un doppino per me e non avendo una linea precedente non posso avere una linea dati per la banda larga. Significa che devo attendere il piano di aggiunta linee che dovrebbe predisporre Telecom Italia. In pratica, significa che la banda larga me la scordo sino a data da destinarsi. Un tempo, quando il servizio era di Stato, mi potevo lamentare, con lo Stato. Oggi, mi devo lamentare con l'operatore dominante. Ma è diverso. Diversa è la logica di business. Diversa è la logica di servizio. Nel mondo di Internet l'obbligatorietà è ancora data dai servizi universali. Il telefono è un servizio universale, la banda larga non lo è. Questo significa che se chiedo una linea telefonica non dovrebbero negarmela. Se chiedo una linea dati, possono negarmela. Il fenomeno del box saturo è in aumento. Non ci sono dati, ma le sensazioni sono negative. In alcune zone, densamente popolate, si arriva a misurare un disagio superiore al 10%. Significa che un contratto su dieci è soggetto al fenomeno del box saturo, cioè non verrà ottemperato. La preoccupazione è che poco si sta facendo per combattere questa nuova forma di divario digitale, che arriva a diventare una disciminazione. La liberalizzazione è una strategia interessante per il mercato, ma a volte gli effetti collaterali sono preoccupanti. La nuova domanda è: hai il box saturo ?

Friday, December 7, 2007

Variante di valico ?

Nel 2001 è iniziata una esperienza entusiasmante: la variante di valico. Dopo 6 anni non è conclusa. Per anni non si sono capite tante cose, anche dopo la fase di progetto, anche durante la costruzione. Voci della montagna millantavano l'apertura di nuovi caselli. Altre la chiusura di caselli esistenti. Amici hanno venduto casa. Ristoranti e Hotel hanno atteso inutilmente personale di cantiere, rincorrendo il sogno della costruzione dell'A1, dove alcuni si erano arricchiti, ed altri avevano cambiato lavoro. Alcuni cartelloni enormi hanno fatto un estenuante count down, un numero al giorno, partendo dal oltre 1000. Oltre 1000. Non male pensando che l'A1 ha visto a posa della prima pietra nel '56 ed il completamento della Bologna-Firenze nel '60, cioè solo 4 anni dopo, partendo dal nulla, con i mezzi dell'epoca. Non banale anche pensando che allo scadere del count down, a cui nessun frequentatore aveva mai creduto, nulla è stato effettivamente inaugurato nell'immediato. Oggi, dopo 6 anni, non si è riusciti a terminare la variante, la tecnologia, evidentemente, ha il suo peso, qui però è negativo. Ancora più entusiasmante pensare che il tempo di percorrenza tra Bologna e Firenze, a regime, quando tutto sarà inaugurato, sarà molto più lento di prima. Semplicemente perchè i limiti sono ormai quasi ovunque a 90Kmh, con una strada più larga, con più corsie, con più gallerie, con meno curve, ma con più limiti. Dopo 6 anni di lavori, dopo migliaia di incidenti, dopo aver inseguito nella notte linee gialle che sembrano disegnate da un astrattista, finalmente si va tutti più piano, e misteriosamente, una corsia è sempre chiusa con lavori in corso. Ma non per giorni, bensì per mesi, per anni. Facciamo stupende gallerie lunghe, dritte, illuminate, con 3 corsie, con una di emergenza, con un misterioso marciapiede, e chiudiamo una corsia, senza apparenti motivi. Avevo salutato con estremo piacere la variante di valico. Oggi, se posso, la evito.

Tuesday, December 4, 2007

A pieni polmoni ?

Il giovedì non posso girare, non sono dell'Euro giusto. Alla domenica non posso girare in tutti i comuni, in uno si, in uno no. Da ottobre a dicembre valgono un insieme di regole. Da gennaio a marzo cambiano, un anno in meglio, un anno in peggio. Però ci sono 22 casi particolari per cui posso girare. Ad esempio se vado ad un funerale, anche se non so come dimostrarlo, forse con il santino mortuario, a posteriori. Oppure, posso essere un ministro del culto, di qualsiasi culto. Quasi quasi ne faccio uno. Oppure posso comprare un'auto Euro 1000, che per un anno va bene, fino a che non esce la Euro 1001, ed allora la devo cambiare di nuovo. I bambini aiutano, una macchina carica di bambini può girare sempre ed ovunque. Anche andare a prendere un figlio a scuola è un buon motivo per girare, con un foglietto rilasciato dalla scuola, con percorsi improbabili, gli stessi fantasiosi percorsi per raggiungere i parcheggi scambiatori, per i quali, purtroppo, immancabilmente, mi perdo, ma nelle vicinanze. Il lato buono è che respiro. C'era un punto dove camminando mi veniva sempre mal di testa. Oggi non ci cammino più, perchè non è consigliabile la zona, però sono convinto che l'aria sia migliorata molto, o almeno lo smog non da fastidio a chi ci bivacca. Ma poi, eccolo. Tra macchine Euro 1000, tra ritrovati della tecnologia, tra oggetti che eruttano Chanel, imperterrito, il Tigrotto del 1957, che erutta solo fumo nero, acre, intenso, che entra nel tuo abitacolo, che ti penetra addosso, che rimane sui vestiti, che sporca addirittura il vetro anteriore, palpabile. Il Tigrotto prosegue scoppiettando, reperto archeologico che suscita un sussulto nel cuore, sia per quanto inquina, sia per i ricordi di un tempo passato. Nessuna sa perchè gira. Nessuno sa dove va. Tutti sanno che non dovrebbe mai più essere acceso, neppure per prova, eppure... Ed è subito smog.

Thursday, November 29, 2007

Presunzione di colpevolezza ?

Oceano un giorno è in auto, fermo ad un dare la precedenza. Attende che non ci sia nessuno. Attraversa l'incrocio. In lontananza arriva Ulisse. In moto. Piove, piano. Ulisse, vedendo Oceano, da un piccolo tocco al freno davanti. La ruota anteriore si inclina, beccheggia, rolla. L'equilibrio è lontano, perso. Ulisse cade, scivola. Scivola veloce verso Oceano. Oceano impietrito si ferma nella manovra, ormai fuori dall'incrocio. Ulisse arriva come un palla da bowling. Un solo birillo, l'auto di Oceano. Nessuno si fa male. Temistocle, indaffarato a non farsi gli affari propri, è pronto. Millantando una esperienza medica e di pronto soccorso d'annata, mutuata in qualche lontana guerra, dirige le operazione. Autombulamza e forze dell'ordine. 10 minuto, autombulanza. Ulisse sta bene. Temistocle insiste, è necessario un checkup generale. 2 ore, forze dell'ordine preposte. Non a cavallo. Con la perizia di un architetto egiziano, sfidando lo straripamento del nilo, le forze dell'ordine misurano, ritraggono, misurano, fotografano, misurano, interrogano. Dopo 3 ore dall'evento la novità. Multa ad Ulisse. Multa a Oceano. Sicuramente Ulisse andava forte, troppo forte. Sicuramente Oceano non ha rispettato la precedenza, sicuramente. Del resto sono passate 3 ore dall'evento, verificare è impossibile. La presunzione è di colpevolezza. Temistocle si è fatto di nebbia. Ulisse sta facendo la coda in un ospedale, sapendo di stare bene. Oceano non capisce cosa accade. Fogli gialli. Punti sulla patente. Presunti ed effettivi. Tutti hanno torto ? Semplicemente non si può decidere, per ora tutti hanno torto, poi un giudice, terzo, un giorno, deciderà. E vai di ricorso. Tutti assieme. Oceano inizia una storia infinita: giudice di pace, sentenza, assicurazione di Ulisse, assicurazione di Oceano. Ulisse inizia una storia infinita, avvocati, assicurazione di Oceano, assicurazione di Ulisse. Oceano e Ulisse si sono visti solo 10 minuti, si conoscono per carteggi. La presunzione, è di colpevolezza, poi si decide. Piano piano. Io credevo fosse tutto il contrario. Anche Oceano e Ulisse lo credevano.

Tuesday, November 27, 2007

L'Università fugge ?

C'è stato un periodo, lungo, in cui ovunque giravi per il mondo tutti dicevano italiano spaghetti e mandolino, ma anche: avete la migliore Università del mondo, i vostri laureati qui da noi sono delle eccellenze, il mio capo è geniale ed italiano, quando c'è un problema grosso assumo un italiano a risolverlo. Una Università che ti dava un brivido, che ti provocava orgoglio nazionalistico, una situazione in cui non sapevi mai se bravi erano i discenti o i docenti, ma in fondo non ti interessava, l'importante era il risultato. Purtroppo, oggi non è più così. Il vociare e discutere sulla fuga dei cervelli è legato a cervelli formati con un modello Universitario che non esiste più, che è stato preso, cambiato, stravolto, modificato, distrutto, semplificato, svilito ed infine tramortito. L'Università è passata da formare dei brillanti pochi ricercatori a tentare di essere fucina per una massa di tanti professionalizzati. Il risultato è, sicuramente, che all'estero hanno smesso di tessere lodi. Il risultato è che è più faticoso, oggi, essere orgogliosi dei giovani, e bisogna guardare indietro, al vecchio ordinamento. Un'ingiustizia, per chi, nuovo, duramente studia, ma sente e sa di aver perso qualcosa. Ha perso sia un'opportunità con la durezza di una formazione che non è più proponibile, sia il vanto verso un mondo che da sempre aspetta l'estro Italiano. Ma la macchia non si ferma. Università propellenti sono fatte da persone energiche. Gli Universitari sono stati trasformati da ricercatori a burocrati, da arrivisti a seggiolisti. Persone che mi incutevano brividi con la loro parola, con il loro acume, con le loro visioni, oggi sono dispersi a far quadrare crediti formativi, con una tristezza negli occhi che pone molti interrogativi. I giovani non si fermano più in Università, non vedono un futuro o forse, non gli piace il futuro che potrebbe esserci. E allora fuga ? Molti resistono, alcuni fuggono. Non solo studenti. Tutti ci pensano, ormai nessuno riesce più neanche a lamentarsi. Rivoglio il mio orgoglio per questa Università, per l'Università Italiana !

Saturday, November 24, 2007

Ti scrivi le regole ?

Molti di noi rispettano le regole. Alcuni le scrivono. Tra questi, poi, c'è anche chi rispetta le regole che ha scritto. A volte le regole sono così eteree, così amministrative, così immateriali, che è difficile credere che ci sia qualcuno che le abbia scritte davvero, a volte si arriva a credere che esistano da sempre, che non abbiano una genesi, o che se ce l'hanno, sia divina. Invece l'origine esiste, sempre, ed è umana, a volte troppo. Per un attimo pensa di scriverle tu. Chiudi gli occhi e pensa ad un contesto, poi pensa alle regole che vorresti, poi scrivile, poi pensa a come le rispetteresti, a come cambierebbe la tua vita, a come cambierebbe quella degli altri. Due piccoli risultati: hai abbracciato il potere anche se ad occhi chiusi, e probabilmente ti sei reso conto di essere un regolatore meno bravo di quello che pensavi. Cercansi regolatori bravi, magari giovani, ne conosci qualcuno ?

PILLOLA Velox ?

Sfreccio, accelero, freno, capelli al vento, curvo, curvo, tutto verde intorno, arietta calda, pulita, accelero, vrooommm. Asfalto, cartello 90, autovelox, 5 sec, cartello 110, autovelox, 5 sec, cartello 60, autovelox, 5 sec, cartello 130, autovelox, 5 sec, cartello 70, autovelox, asfalto, vrooommmmm.

Wednesday, November 21, 2007

Nicchia ?

Sono goloso. Al ristorante cerco di non ordinare quello che non prendono altri nella speranza che il cuoco, dovendo fare un piatto solo per me, utilizzi più materia prima ed piatto risulti più ricco. In pratica spero nell'errore di misurazione e di valutazione. Molto spesso, ho ragione. Lo stesso accade in tutto. Il diesel costava poco, la metà della benzina o meno, lo usavano pochi, a parte i camion. Nessuno, quasi, sapeva che esisteva e chi aveva una macchina diesel era considerato un uomo di serie B, con un mezzo lento e puzzolente. La tecnologia, il turbo, la ricerca, hanno portato il diesel ad essere competitivo con la benzina. Ed improvvisamente il costo dei due carburanti si è equiparato. La nicchia allora diventa il GPL, aumentano le macchine a GPL, aumenta proporzionalmente il costo. La nicchia allora diventa il metano. Stesso gioco. L'olio di Colza ? Chissà... peccato l'odore di patatina fritta che esce dal tubo di scappamento. La gastronomia ha fatto passi da giganti. Una volta il negozio sotto casa vendeva salami, formaggi, pane, frutta, verdure. Tutte cose che costano meno al super iper mega discount. Per cui oggi il negozino vive di alternative: specialità gourmet, frutte improbabili, insaccati post-nucleari, mozzarelle paracadutate, baccalà fresco di giornata teletrasportato. Affascinante, la nicchia diventa esoterica. Intanto avanza la valanga dei tre generi di prima necessità che stanno ridisegnando le strade: banche, immobiliari e pizzerie da asporto, in qualsiasi ordine. Siamo un popolo di nicchia, costretti a vivere in una nicchia, in cui ognuno cerca la propria, ormai come una sopravvivenza. Forse occorre davvero riformulare la costituzione partendo da L'italia è basata sulla Nicchia. Evviva la Nicchia.

Thursday, November 15, 2007

Galera ?

Come immagino tutti voi non ho mai pensato seriamente alla galera, pur essendo un elemento citato sempre, da sempre, in ogni luogo, anche nei meandri dei giochi. Ed allora, riflettiamoci. A cosa serve ? Viene in mente l'azione correttiva, propedeutica al recupero dell'individuo ed al suo reinserimento nella società con un percorso psicologico e culturale. Viene in mente l'azione di protezione per la società in cui l'individuo pericoloso e probabilmente recidivo viene isolato e messo in condizione di non nuocere ulteriormente. Viene in mente l'azione punitiva, in cui la vendetta del singolo viene evitata in quanto la collettività agisce limitando la libertà del punito. Vengono in mente elementi teorici che si scontrano con carceri piene, con l'assenza di sistemi di recupero, con il disinteresse sociale, con il non rispetto per l'uomo, con l'abuso, con la cattiveria di chi già vincolato vede aumentare la propria popolazione deviata e si adopera per regnarla. Lo scopo allora diventa in opposizione al metodo. Tutto questo aggravato dalla multietnicità. Tanti elementi per arrivare non all'incertezza del diritto, ma all'incertezza della pena. Bisognerebbe costruire nuove carceri, ma non è banale destinare denari alla detenzione quando non ci sono per le attività da sempre oneste. Se devo scegliere tra un carcere o una scuola o un asilo o un ospedale, fatico davvero tanto a dirigere il mio sforzo verso un carcere.

Sunday, November 4, 2007

Aprono il selciato ?

Una volta, oltre 10 anni orsono, a teatro ho visto Paolo Rossi, mi ha colpito il "lifting della città" quale elemento grottesco ed impossibile, sicura reazione esagerata ad un mondo troppo veloce e disorganizzato, che non sentivo mio. Ritrovo il pezzo e penso ai 5 interventi avvenuti in un mese davanti a casa mia. Strade squarciate, parcheggi non disponibili, buchi lasciati aperti e non segnalati per giorni, operai che commentano tra loro che è la millesima volta in questa strada. C'è un punto in cui hanno scavato tre volte in 20 giorni. La disorganizzazione non è annunciata, è perfetta. Rileggiamo Paolo Rossi, ognuno con la propria esperienza. A me ora non sembra grottesco, sembra tristemente reale.

...
Al lunedì, aprono il selciato e rifanno le tubature del metano. Alla sera, il selciato, lo richiudono.
Al martedì, aprono il selciato, e rifanno gli allacciamenti della SIP. Lo apron sto selciato, alla sera, lo richiudono.
Al mercoledì, aprono il selciato e rifanno le condutture dell'acqua potabile. Lo apron sto selciato, alla sera, lo richiudono.
Al giovedì, non sanno che ca**o fare.. aprono il selciato, mischiano e alla sera lo richiudono.
Al venerdì, un giorno che potevi posteggiare... mercato!
E al sabato, prima lavaggio strade... poi, ritiro spazzatura.
E alla domenica? Alla domenica, telefonano!
Aprendo e richiudendo, avete fatto un guaio, adesso ve lo spiego.
Al lunedì, le tubature del metano si sono infiltrate in quelle dell'acqua potabile: la gente se n'è accorta perchè l'acqua era più buona del solito.
Al martedì, la gente non capisce più perchè, quando telefona, quello dall'altra parte della cornetta gli dice: lavati!
Al mercoledì, si mischia la SIP col metano e l'acqua potabile.
Al giovedì, non sanno che ca**o fare.. aprono, mischiano e richiudono.
Al venerdì, mercato! ma con un odore di metano che non lo tiri via neanche con tutta la SIP che c'hai.
E al sabato, prima lavaggio strade... poi, ritiro spazzatura. Per favore notare il genio dell'assessore: prima lavaggio strade, poi ritiro spazzatura. Così la spazzatura diventa bella smerdolenta che non la tiri via neanche con tutte le docce che c'hai
E alla domenica? Alla domenica, telefonano!
Aprendo e richiudendo, avete fatto un guaio, adesso ve lo spiego: aprendo e richiudendo, avete dimenticato dentro il bisturi... Carletto Bisturi, operaio dell'azienda del gas, chiuso da 3 settimane in una fogna che squilla come una doccia!!

Saturday, October 27, 2007

PILLOLA: Notte ?

Buio, quiete, di quei silenzi con l'aria da Neve, che brucia nei polmoni per quanto è pura, che immagini i fiocchi scendere lenti al rallentatore, nel flash del vocione di una sirena che scuote l'universo scappando in fretta, mentre beati dormono i nostri cari. Vorrei essere imperturbabile, come un fiocco, di Neve.

Tuesday, October 23, 2007

Figlia 2.0 ?

Il 2.0 va davvero di moda. La Repubblica è la 2.0, e non mi sono davvero accorto quando siamo passati dalla prima alla seconda, dalla 1.0 alla 2.0, però ora è assodato e consolidato che siamo nella 2.0 e quasi sembra impossibile che ci sia stata la 1.0, un pò come quando si riflette e non ci si ricorda se i dinosauri siano esistiti davveri oppure siano creature mitologiche, quasi il frutto di un sogno. Il Web è il 2.0, e non mi sono accorto quando è avvenuto il grande balzo tecnologico che ci ha fatto dimenticare che un browser era nato per navigare dei semplici link, ma ora nessun sito viene considerato se non ha strumenti che si automodificano, elementi che si muovono e se, alla fine, non sembra esso stesso un programma o un sistema operativo, un oggetto appunto 2.0. In questa frenesia di 2.0, di passaggi così graduali che quasi non si avvertono ma che a posteriori sembrano davvero delle grandi rivoluzioni, ho sognato il mio upgrade al 2.0, ho realizzato il mio upgrade personale al 2.0, sono diventato papà 2.0. Il modello prodotto, però, non surclassa il precedente, la versione 1.0, ma la integra, del resto ogni buon 2.0 che si rispetta mantiene coscienza del 1.0 che lo ha preceduto. Non posso quindi dire che 2.0 sia meglio, ma posso affermare con tranquillità assoluta che 2.0 è bello.

Monday, September 24, 2007

Vigile elettronico ?

Un vigile elettronico è uno strumento fantastico, esiste in varie accezioni e può effettuare varie funzioni: controlla la velocità, controlla gli accessi alle zone riservate, controlla i passaggi in corsie preferenziali, controlla il rispetto dei tempi di parcheggio, controlla il rispetto dei rossi semaforici. L'idea è avere un sistema automatico capace di controllare in modo instancabile, continuo e non polarizzato per aumentare il rispetto di tutti alle norme del codice della strada, mediante il sistema più ovvio: elevare multe quando una infrazione viene riscontrata. Ed elevarle in modo automatico, diretto, immediato, imperturbabile. Poi un giorno sei fermo ad un semaforo, rosso. In lontananza il suono inconfodibile di una autombulanza. Arriva ad alta velocità, si avvicina. Le auto iniziano a fremere, a spostarsi, a farsi da parte, avanti, indietro, tutti si danno da fare e le sirene si fanno sempre più vicine. Sei in prima fila, il vigile elettronico ti osserva, spietato nella sua logica, sordo nella sua semplicità. Lo guardi, e devi decidere, in fretta. Se lasci lo spazio all'autombulanza andando in avanti sarai colpito dalla contravvenzione per il semaforo rosso, se non ti muovi impedisci all'autombulanza di passare e sei compevole di intralcio al soccorso. Se decidi per la multa, poi con calma, puoi attivare una lunga procedura per cercare di toglierla, spiegando la situazione dopo molti mesi ad un giudice, nella speranza di riprendere i punti sulla patente che hai perso, per un dovere civile. Se decidi per fermare l'autoambulanza, puoi uccidere qualcuno, ed a parte le eventuali conseguenze penali, ci sono forti conseguenze morali ed etiche. Insomma, esistono momenti in cui qualunque fai, davvero, è sbagliata. L'unica soluzione è non esserci. Non è strano che esisteano situazioni, in un mondo civile, in cui l'unica soluzione è non esserci ?

Saturday, September 22, 2007

Raccolta differenziata ?

Quando ero piccolo si buttavano le carte per terra. Era un periodo in cui esistevano ancora gli spazzini ed il folclore proletario diceva che buttare cartacce era un modo per dare posti di lavoro. Incivile, ricorrente ma efficace. Un pò come fare buche, per poi farle riempire, ed affermare che l'importante è fare lavorare. Poi siamo diventati civili. Abbiamo messo i cestini. Poi siamo diventati paurosi, e li abbiamo tolti per evitare che qualcuno ci parcheggi dentro una bomba. La cartaccia è diventata da tasca. Il cestino, un miraggio. E poi abbiamo differenziato, ovviamente senza cultura, senza didattica, senza informazione. All'aeroporto di Francoforte i cestini sono fatti da 4 differenti comparti. Intanto ci sono. Ma usarli richiede buone conoscenze di tedesco, per sapere cosa mettere dove, per cui anche li meglio la tasca, si evitano figuracce, è lo sguardo tedesco è molto intransigente all'errore. Alcuni popolano le cucine di contenitori. Tanti, colorati, in fila, impilati, a scacchiera: umido, vetro, alluminio, carta, plastica, organico, batterie, farmaci ... La lista dipende dai luoghi, in alcuni casi esistono sottoclassi e quindi altri comparti o altri contenitori. Resiste un genere antico, il generico, molto malvisto, segno dei tempi, dove puoi mettere tutto ma non dovresti mettere assolutamente nulla. In strada, ovviamente, analoga selva di bidoni, ovviamente non tutti insieme e non tutti nello stesso posto, del resto anche le auto vanno parcheggiate da qualche parte, oltre che i bidoni, anche se nella mia zona ogni volta che mettono un nuovo bidone lo parcheggiano su una zona residenti, dove normalmente i volontari della sosta multerebbero anche una piuma ferma per 10 secondi, mentre non ho mai visto nessuna multa su un bidone malposto. Rimane la raccolta. Visto che non esistono oggi camion con 10 comparti, in grado di caricare in automatico 10 tipologie differenti per forma, colora, apertura, di bidoni, rimane l'alternativa di avere 10 tipologie di camion che girano in parallelo. Di notte fanno rumore, di giorno creano traffico con il loro lento andare, sempre generano smog. Evidentemente raccogliere e processare in modo differenziato ha un costo economico ed ecologico. Quand'è che c'è un bilancio positivo economico e/o per l'ambiente ? E' davvero difficile trovare dati su questo bilancio scomodo. Due anni orsono ho parlato a lungo con un responsabile di una multiservizi, il bilancio di convenienza, allora, era intorno al 35% massimo, ma la soglia si sposta, fortunatamente, in avanti negli anni. Secondo te qual'è il numero di contenitori differenti per la raccolta dei rifiuti che puoi gestire nella tua casa ?

Tuesday, September 18, 2007

Due tipi di persone ?

Ad un certo punto ti accorgi che esistono quelli che hanno il mondo in pugno, che trasformano le cose, che guidano le masse, che hanno un piano chiaro, che conoscono i passi per ottenere il successo, che hanno una ambizione superiore a tutto e tutti. Ad un certo punto ti accorgi che esistono quelli che vogliono vivere tranquilli, che hanno il traguardo della felicità, che rincasano pensando alla sera e non al domani, che sognano il weekend e non il lunedì. Esistono entrambi. Entrambi respirano la stessa aria che respiri tu. Ad entrambi batte un cuore come il tuo. Eppure sono due tipologie diversissime, che a tratti si invidiano, a tratti si toccano, a tratti si odiano, a tratti si snobbano. Il problema è capire che tipo di persona sei tu, a quale delle due razze appartieni e a quale delle due razze vorresti appartenere. Purtroppo non sempre essere e volere coincidono. Già sapere chi sei è tanto. Accettarsi è ancora di più. Sapersi prendere in giro è fondamentale. Ricordarsi, appunto, che tutti respiriamo la stessa aria, ma proprio la stessa, quella che esce dai miei polmoni in parte rientra nei tuoi. La stessa. Poi c'è chi fa sciogliere un iceberg per bere acqua con un basso numero di cicli di utilizzo, nell'idea che possa essere più pura, ma fortunatamente sono pochi.

Saturday, September 8, 2007

Donne Raccomandate ?

Per tanto tempo il modello è stato semplice. Spedisci una raccomandata, il sistema postale la porta all'ufficio più vicino al destinatario, un addetto effettua un giro di consegne presso i destinatari, se qualcuno è assente magari ci torna una seconda volta dopo qualche giorno, se non lo trova ancora la raccomandata rimane in giacenza presso l'ufficio ed il destinatario è opportunamente avvisato con un tagliandino. Era tutto molto semplice e funzionava molto bene, soprattutto perchè le donne erano casalinghe, stavano in casa, tranne nei momenti in cui andavano a fare la spesa, e dopo anni i postini si erano sincronizzati, in modo da trovarle sempre a casa. Il postino suona sempre due volte. Donne a casa, una bandiera che ha garantito l'immediatezza della consegna per molti anni e la semplificazione del processo. Poi le donne hanno iniziato a lavorare fuori casa, e le case sono rimaste sguarnite. Senza nessuno, fino alla sera, neppure all'ora di pranzo. Risultato, le seconde visite non hanno più dato alcun frutto, e neppure le terze o le quarte lo avrebbero dato, se fatte durante il regolare orario di lavoro. Così aumentano le persone che si recano presso l'ufficio, dove giace la propria raccomandata, preoccupati di quello che conterrà, scontandosi contro orde di altri utenti imbufaliti, tutti in coda, tutti con il proprio talloncino giallo, tutti con il proprio documento di identità, tutti a guardare il singolo operatore alle prese con la ricerca spasmodica di una missiva sempre dispersa, mentre la coda cresce. Ogni giorno la coda cresce di più, potrebbe essere utilizzata come un indicatore di occupazione. Donne a casa o raccomandate in posta ? Magari l'idea di consegnarle, come in altri paesi civili, alla sera, nelle ore non di lavoro, aiuterebbe tutti, diminuirebbe i tempi, diminuirebbe le arrabbiature. Speriamo che presto qualcuno arrivi a questo traguardo di banale efficienza, ma nel dubbio, meglio avere un bel pensionato a casa, a trascorrere la mattina in attesa del postino. Libera uscita solo al pomeriggio.

Impossibile ?

Ho fiducia nella scienza. La scienza nasce dalla fiducia. Ci sono due esempi carini, su cui riflettere. Un giorno Fermat, che era un matematico bravo e conscio di esserlo, scopre un teorema fondamentale, lo annota a piè pagina di un libro ed omette la dimostrazione, dicendo che non vi era spazio per riportare la dimostrazione. Una analisi del volo del calabrone porta a dire che non dovrebbe volare, secondo alcune leggi della aereodinamica, ma lui, il calabrone, non sapendolo, testardamente, vola. Fiducia significa sapere che l'ultimo teorema di Fermat è dimostrabile ed avere schiere di matematici che per secoli si confrontano con questo problema, trovando prodotti secondari, cioè nuove aree del sapere, che nulla apparentemente centrano con il problema originale, ma che nascono come stimolo, come percorso, come speranza. Nasce un nuovo sapere. Il calabrone vola, e allora qualcosa deve succedere per farlo, passando dall'irregolarità delle ali sino all'utilizzo di una configurazione aerodinamica perennemente instabile. Giustamente il calabrone continua a volare e non sa perchè, oggi qualcuno però inizia a saperlo, e riesce a fare volare tante altre cose, che prima non volavano. Osservare la natura e non dire impossibile è la prima grande lezione. Capire la natura la seconda. Capire cosa è davvero impossibile è la terza. Ad esempio, rallentare un oggetto fermo è impossibile, perchè è fermo. Ma nel dirlo, ho sempre un pò paura, perchè non so mai in che senso è fermo. Impossibile ? Mi piace di più dire difficile, lascia la libertà di pensarci e la speranza di riuscirci.

Sunday, September 2, 2007

Tracciabilità informatica ?

Una volta, nel giurassico anteriore, esistevano le BBS (Bulletin Board System). Ci si connetteva via modem ed una interfaccia caratteri metteva a disposizione una serie di comandi per mandare, ricevere ed ordinare messaggi. Alcuni messaggi erano privati mentre altri erano pubblici, era possibile organizzare ambienti di discussione, i messaggi andavano anche da BBS a BBS, muovendosi pian piano per raggiungere il destinatario. Non esisteva Internet, o meglio non era diffusa, mentre esistevano tanti volontari appassionati che a colpi di telefonate e modem costituivano una rete nazionale e sovranazionale. Questi appassionati erano responsabili di tutto quello che circolava sul loro BBS ed avevano diritto di veto (cancellazione) praticamente su tutto. In pratica nel BBS c'erano i mail, i gruppi, le chat, i blog. Tempi avventurieri, con velocità di connessione che spaziavano da 300bps a 1200bps. Rispetto ad internet un pò come parlare di arco e freccia rispetto a mitra e puntatori laser. Comunque, funzionavano. Ogni utente aveva un login ed una password, con quelli si identificava, con quelli aveva diritti di fare determinate cose. Internet ha cambiato le velocità, a reso tutto più semplice da fruire, ha costruito un fenomeno sociale di aggregazione fornendo grandi numeri ed ha posto forte il problema della tracciabilità. Chi ha mandato quel messaggio ? Chi ha navigato in quel sito ? Chi controlla se ci sono abusi ? Chi punisce qualcuno che abusa da un paese in cui quello che da me è un abuso da lui non lo è ? Chi può decidere quali informazioni fare passare e quali no ? E soprattutto, è possibile farlo ? L'idea è lasciare libero il traffico, non potendo fare altro, ma controllare gli accessi. Ed allora in alcuni paesi i provider sono costretti a duplicare tutto il traffico internet verso strutture governative preposte al monitoraggio e controllo. In altri paesi ogni provider deve poter risalire a chi ha generato il traffico verso un determinato sito ad una determinata ora in un qualsiasi momento. Tutti i meccanismi hanno un costo, a volte la tracciabilità rappresenta il collo di bottiglia allo sviluppo ed alla scalabilità. In altri casi può portare a raddoppiare i costi. Per tracciare un utente lo devo identificare. Per identificarlo devo sapere chi è. Per sapere chi è necessito almeno di un accesso con login e password. A questo punto o viene creato un sistema di autenticazione federato tra tutti i provider, oppure mi ritrovo mille sistemi di autenticazioni diversi, con mille dati dispersi nel globo, con informazioni su chi sono, ma soprattutto con password o PIN da ricordare, spesso anche con l'obbligo di cambiarli periodicamente. Quest'ultimo caso è il modello attualmente in uso. Una conseguenza: difficilmente posso arrivare in un posto o in un paese in cui non sono mai stato e sperare di poter navigare. Mi devo far riconoscere. Ed il modo migliore è pagare. Chi gestisce le mie carte di credito ed in generale i miei soldi sa bene chi sono. Si genera un meccanismo di autenticazione a catena, in cui si rimanda ad un altro che sa chi sono o sa come fare a saperlo. Tracciabilità... una cosa complicata. Poi un giorno scopri che esistono delle reti di proxy, cioè di macchine che trasparentemente utilizzi per accedere a siti o comunque per utilizzare qualsiasi servizio di Internet. Questi proxy possono essere ovunque nel mondo, ovunque le normative possono anche essere differenti. Alla fine è il proxy che accede al sito, non tu. E si possono usare anche più proxy in cascata. E lo scopo dichiarato di questi proxy, spesso anche a pagamento, è l'anonimato. Tracciabilità ed anonimato. Strano connubio. Allora viene da pensare che tracciabili sono quelli che vogliono esserlo, ma in questo caso a cosa serve ?

Sunday, August 26, 2007

Carte di Credito ?

Guardiamo uno scontrino di pagamento di un bene con carta di credito. In Italia troviamo sempre riportato il numero della carta di credito, la sua scadenza, a volte anche la data di inizio della validità. Negli USA troviamo una serie di crocette a coprire il numero di carta di credito, lasciando solo 3 o 4 cifre in esplicito, molto raramente l'indicativo della scadenza, quasi sempre il cognome del titolare, a volte anche il nome. In Italia la privacy è sulla persona, negli USA la privacy è sul conto della carta. Fortunatamente gli italiani hanno quasi tutti delle firme illegibili, soprattutto le nuove generazioni, altrimenti il modello italiano abiliterebbe alla "clonazione", e relativo uso improprio, chiunque abbia modo di vedere o "trovare" uno scontrino di pagamento. Infatti, per l'utilizzo di carte di credito in molti siti internet, è sufficiente il numero, la data di scadenza ed il nome e cognome del titolare. Due approcci di privacy molto differenti, banalizzandoli: persona contro soldi. Altra considerazione sull'approccio all'uso della carta di credito. Sino a 2 anni orsono sia in Italia che negli USA si presentava la carta di credito, questa veniva verificata, tipicamente in modo elettronico, ottenendo un codice di autorizzazione al pagamento da parte dell'erogatore della carta, la transazione veniva confermata apponendo una firma. Oggi, in molti paesi degli USA, una legge consente ora di effettuare acquisti sino ad una determinata soglia senza dover effettuare una firma, con conseguente accelerazione dei pagamenti, che in alcuni casi sono affidati a forme di lettura di prossimità con RFID. La soglia è tranquillamente superiore alla cifra di un pranzo o di una piccola spesa. Oggi, in Italia, qualsiasi spesa con carta di credito è accompagnata da una ispezione di identità, presentando tassativamente un qualche documento comprovante, indipendentemente dalla cifra. Il fastidio di dover produrre una certificazione della propria identità è qualcosa che, purtroppo, non apperteneva alla mia cultura, ma ora mi trovo 3 o 4 volte al giorno a dover riesumare dal fondo del portafogli la mia dimenticata carta di identità, anche per mangiare in un fast food. C'è da chiedersi come mai negli USA in oltre 10 anni di frequentazione assidua non sono mai dovuto girare con un documento di identità (non essendo purtroppo già 10 anni orsono scambiabile con un infraventunenne non abilitato a bere alcolici!!!), pur essendo cittadino estero, mentre in Italia, dove da vivo da sempre e sono cittadino. ora sono costretto a girare con la carta di identità ? Le carte di credito sono libertà di acquistare, di non essere derubati di contanti, di poter non accettare l'imputazione di un acquisto, di avere una assicurazione sul bene. Aumentare le verifiche tutela chi emette la carta di credito ed il sistema bancario, non chi le utilizza, che per contratto può dire di non aver effettuato quell'acquisto e fare una disputa. Siamo sicuri di essere più tutelati ?

Thursday, August 23, 2007

WEB 2.0 ?

C'era una volta, tanto tempo fa, il WEB. Pagine con testo, eventualmente qualche immagine, una buona manciata di link, ingredienti molto semplici. Capolino successivo l'interattività, con i form da riempire ed un sentore di comunicazione bidirezionale. Poi il surfing diventa sempre più multimediale, si aggiungono componenti, ma soprattutto contenuti. I ruoli sono assolutamente chiari: surfing con il browser e tutto il resto con programmi installati sul proprio computer. Cambio computer, reinstallo i programmi. Cambio sistema operativo, reinstallo i programmi. Cambio versione, reinstallo i programmi. Davvero poco pratico. Ed allora una considerazione: mescoliamo i programmi con il WEB, o meglio facciamo girare le applicazioni non su programmi specifici ma su un browser, che opera scaricando tutte le volte il programma da eseguire. Risultato: un oggetto sempre aggiornato, che funzione ovunque, su qualsiasi sistema operativo. Nasce il WEB 2.0. E non ci sono più i programmi. Una rivoluzione. La rete diventa necessaria. Tutto quello che uso diventa disponibile sempre e ovunque. Sono molto meno affezionato al mio computer. I dati? I dati non so più dove sono. Accessibili ovunque, sono nascosti nella rete, accessibili solo da me o condivisibili con chi voglio. WEB 2.0, la rete diventa essenziale. E chi faceva programmi, deve iniziare a fare applicativi WEB. Un computer ? Semplicemente qualcosa in grado di far funzionare un browser, il resto non serve. Si tratta di un mondo molto nuovo, dove sparisce il mercato dei programmi, dove spariscono i virus, dove spariscono i sistemi operativi, almeno nella accezione che utilizziamo ora. Quella del WEB 2.0 diventa una vera rivoluzione, forse una delle poche alle quali possiamo assistere nel nuovo millennio. Il WEB 2.0 integra i dati, avendo tutto su server indipendenti dall'utente è possibile creare nuovi meccanismi per integrare e rendere disponibili i dati, facendo parlare le applicazioni. Ti senti pronto al WEB 2.0 e riesci a vederne le implicazioni ? I tuoi dati sono più sicuri nelle mani del tuo system manager, nelle tue mani, o presso un provider di servizi WEB 2.0 ?

Sunday, August 19, 2007

PILLOLA: Lato oscuro della forza ?

Agguato lento e logorante, dolce gioco di pazienza e sfinimento. La strada, dritta e irta, si curva nei giorni, nei mesi, negli anni. Invece che un piccolo risultato pianificato, un apparente grande risultato risistemato. Eccolo. Il lato oscuro della forza. Molto difficile accorgersi che si è stati traviati. Molto difficile sapere quando è successo. Allerta. Sempre. L'agguato è continuo. Un timore... alla fine vincerà.

Saturday, August 18, 2007

ZTL ?

Leggo, con qualche titubanza, un dato relativo alla mia città, Bologna. Nel 2006 il numero di multe per accesso alla ZTL del centro storico e per aver transitato su corsie preferenziali è pari a 557000. Considerando che Bologna ha 373000 abitanti, il dato multe su abitanti è allarmante: ogni cittadino ha infranto quasi una volta e mezzo, in un anno, le ZTL e le preferenziali. Quando il numero delle infrazioni risulta maggiore del numero degli abitanti, forse, qualcosa non funziona. Viene da pensare che alcune decisioni di creare ZTL, piuttosto che preferenziali, di limitare o di bloccare la circolazione, sicuramente legate a considerazioni ragionevoli, in realtà non siano nè gradite nè comprese. C'è da porsi una domanda. Di chi è la città ? Una volta la sentivo mia, in quanto la potevo vivere, mi sentivo felice di andare nel centro alla ricerca di un parcheggio, vivendo il luogo come un punto di incontro, come un posto raggiungibile ed aggregante. Poi ho viaggiato, ho vissuto alcune downtown americane, brulicanti di giorno, deserte di notte, e tutte le volte sono tornato ad abbracciare il mio centro, che appunto non è downtown, ma è centro. Ora non riesco quasi più a raggiungerlo, i 25 minuti dell'autobus tra attesa e fermate sono ben diversi dai 5 minuti in auto, ben più pericolosi, nella paura di essere derubati, ben diversi dalla comodità del centro commerciale con il mega parcheggio, ben differenti dal multisala accogliente dove posso andare con tutta la famiglia. Il centro si spopola, i locali chiudono, le banche sovrastano, il centro si trasforma, lentamente, in downtown, dove alcuni derelitti vagano. Purtroppo non sento più quella magia del centro. Il centro sta diventando sempre più lontano. Sicuramente la ZTL sta vincendo, il traffico risulta limitato, e forse le multe caleranno, perchè, alla fine il cittadino capisce, soprattutto pagando. Evviva la ZTL. Attenzione alla ZTL. In tutti i sensi.

Friday, August 10, 2007

Contenuto e Contenitore ?

Le sigarette, maledette compagne di molti di noi, sono contenuti in scatole rettangolari che, a parte per alcune marche estrose (magnifiche la John Player Special in contenitore cilindrico nero), hanno una forma assolutamente standard. Il box da 20 ha solcato jeans, magliette, tasche e taschini. I prezzi aumentano, ed allora il box diventa da 10 ed ormai si trovano tutte le maggiori marche in un magnifico box da 10. Senza economia di scala: un box da 20 costa il doppio di un box da 10, non meno, come qualsiasi ipotesi di mercato e di risparmio nel packaging potrebbe fare supporre. I fumatori oggi possono scegliere: da 10 o da 20. L'idea, falsa, è che comprare quello da 10 faccia spendere meno. L'idea, vera, è che comprare il doppio dei pacchetti da 10 fa sentire molto più in colpa. Il prezzo è qualcosa che varia, perennemente in salita. Alcuni paesi hanno fatto scelte differenti. Il prezzo rimane fisso, ma cambia il numero di sigarette presenti nel box. In Germania, oggi, siamo a 17 nel box da 20. Ma il box non cambia. Alcuni giorni fa ho scoperto che il mio bi-pack di Coca-Cola non è più fatto da 2 bottiglie da 2L ma da 2 bottiglie da 1.75L. Il prezzo non è variato, il contenuto è diminuito. In questo caso è cambiato il contenitore, ma così poco che me ne sono accorto solo dopo alcuni giorni, leggendo l'etichetta. Mi pare un nuovo paradigma, meno contenuto, stesso contenitore o piccole variazioni al contenitore, stesso prezzo. Forse vale la pena di fare attenzione.

Thursday, August 9, 2007

Una vita filmata ?

Una delle interpretazioni più toccanti di Jim Carrey è sicuramente "The Truman Show" del 1998, antesignano della saga internazionale del "Big Brother" in tutte le sue svariate forme. Seguire la vita di qualcuno, sempre, in un qualsiasi momento. Un incubo, ma anche un grande sogno, un diario reale ed oggettivo di se stessi, una memoria imperturbabile di dove, di come, di quando. Ed allora un gioco molto tecnico. Una risoluzione video pari a quella di un DVD 720x576 con 25 frame al secondo e con due canali audio può essere compressa a circa 450Kbps, senza particolari perdite, utilizzando codificatori avanzati quali H.264 per la parte video. Se supponiamo che ognuno di noi dorme per circa 8 ore e ne trascorre sveglio 16, abbiamo bisogno di solo 3.2GB al giorno per memorizzare tutto quello che vediamo, facciamo, sentiamo. I 365 giorni di un anno richiedono quindi 1.18TB per essere memorizzati. Oggi sul mercato consumer esistono già hardisk in grado di memorizzare 1TB su un singolo dispositivo ed il costo è relativamente contenuto, dell'ordine dei 200€. In pratica potremo filmare tutta la nostra vita con soli 200€ all'anno, tenendo tutto su un singolo hardisk, da sostituire con uno vuoto a capodanno. Evidentemente manca un minimo di integrazione e miniaturizzazione per evitare che l'oggetto diventi fastidioso, ma la prospettiva è affascinante ed aberrante. A voi la scelta ed a voi le implicazioni sulla privacy. La tecnologia, però, è pronta.

Tuesday, July 31, 2007

PILLOLA: Cervello ?

Abbiamo due mani che fanno cose diverse, anche contemporaneamente. Idem per le gambe, le mani, i piedi. Orecchie che sentono suoni diversi e occhi che vedono immagini diversi. Una stupenda combinazione in natura che fornisce completezza ma anche ridondanza. Il cervello è fatto da due parti, connesse. Molto si sa ma non tutto. Se si sapesse tutto potremo ricreare l'intelligenza, ed oggi non ci riusciamo. La percezione del mio io si localizza necessariamente nel cervello. Se le due parti del cervello, pur connesse, sono distinte, perchè non ho due io separati ?

Ricerca ?

Un giorno, in una tavola rotonda sulla ricerca, in cui sono incappato, ho sentito e vissuto qualcosa di tardo romantico che sento mio e che credo sia da riproporre in un momento di sbandamento collettivo, senza necessariamente citare chi ha detto cosa. Ricerca è quando tutti vanno in vacanza, chiudono le loro carpette e diventano altre persone, mentre tu continui incessantemente a pensare al modo per risolvere il tuo problema. Ricerca è il piacere di avere una buona idea sotto la doccia. Ricerca è non essere mai soddisfatti di un qualsiasi oggetto esistente e trovargli mille difetti, nella presunzione di poterlo fare meglio e nell'umiltà di sapere che ci vuole tantissimo lavoro per arrivarci. Ricerca è non lamentarsi per i soldi guadagnati, perchè non ci dovrebbe neppure essere il tempo per spenderli, con la marea di cose a cui pensare. Ricerca è non staccare mai, mai, mai. Ricerca è sapere di essere fortunati e fare la cosa più bella del mondo, chiedendosi se è un lavoro, stupendosi se c'è uno stipendio. Ricerca è la certezza che finito un lavoro, acquisita una nuova conoscenza, in realtà si aperto un crepaccio di ignoranza e che bisogna rimboccarsi le maniche perchè si deve iniziare di nuovo. Ricerca è soprattutto creare, senza poi chiedersi troppo che cosa è ricerca. Tutti siamo un pò ricercatori, tu ti senti ricercatore oggi ?

Sunday, July 22, 2007

Bambini di sinistra ?

Non è facile capire che cosa sia di sinistra e che cosa sia di destra. Famosa la battuta di Nanni Moretti diretta a Dalema, esponente di sinistra al governo, in cui lo incitava a fare qualcosa di sinistra, qualsiasi cosa, ma di sinistra. Banalizzando la sinistra è più sociale e la destra è più capitalista ? Allora banalizzando ulteriormente l'altruismo è un comportamento più di sinistra mentre l'egoismo più di destra ? Asserti difficili, sia da fare che da sottoscrivere, perchè nessuno si vanterebbe di essere poco altruista e molto egoista, per cui son evidentemente estremi. E i bambini dive sono ? Le piccole creature che alietano spietate i nostri cuori senza alcun senso diplomatico, inneggiando questo è mio questo è mio ? Mia figlia, dolce esperimento di un avvocato ed un ingegnere, ha un senso del sociale basato su quattro stati: mio, di tutti, mio ma anche tuo, di qualcuno. Una classificazione semplice, centrata su di se, ma con la coscienza degli altri. Nel dettaglio, in una giornata, 70 mio, 5 di tutti, 22 mio ma anche tuo, 3 di qualcuno. Ovviamente cambia di giorno in giorno e non è il dato più semplice da misurare. Questo dato mi fa pensare che, schematicamente, i bambini nascano di destra. Poi, pian piano, di ragionamento, diventano di sinistra. Ma il dubbio è forte: a che età avviene la conversione ? Alcuni dicono verso i 15. Altri insistono non prima dei 40. Voci fondate parlano dei 70. L'opzione mai è molto in auge. E' davvero difficile trovare un bambino di sinistra.

Saturday, July 21, 2007

PILLOLA: Affetto ?

Ingredienti semplici: persone che ami. Finchè unica è facile. Con due dipende dai ruoli. Ma se poi te ne nasce una nuova che diventa la terza e mischia i ruoli ? Si può amare allo stesso modo, senza distinzioni, senza privilegi, senza estremi ? L'affetto è un serbatoio da dividere o è una fonte di energia che aumenta con chi ami. Credo e spero molto nella seconda, temo e rifuggo la prima.

Magia ?

C'era una volta un gruppo di ragazzi che si riunivano, carichi come delle molle, speranzosi come dei sognatori, vogliosi come degli assetati, quasi tutti i pomeriggi, a fare teatro. Non a parlare, non a studiare, non a ipotizzare, non a discutere, ma semplicemente a fare, insieme, teatro. Teatro che diventava quasi un sogno, teatro che ti trasforma, in un'onda collettiva di consapevolezza, in un fremito di esserci, in un lampo di conoscenza, in una certezza di speranza. Un'emozione da dentro, così forte da poter essere chiamata magia. Una fusione così intensa che solo momenti profondi di meditazione, per chi davvero ha osato provarli, può essere vagamente paragonabile, ebbene si, magia. La stessa che ieri ho sentito nell'aria. Un'aria intensa, grave di colori, ma soprattutto schiacciante di suoni, dove 20 ragazzi australiani di 17 anni hanno virtualmente sfidati 15 ragazzi francesi di 16 anni nella difficile arte del soul. Una sfida differita di cui un'intera città si è riempita, in un vortice frenetico di quattro giorni di magia, dove ogni incontro è un tributo, uno scontro, tanto sudore, tanta professionalità. Così 80enni intonano classici su note di 16enni, così emozioni diventano magie senza tempo, così una signora curva sul suo bastone lo getta in alto, piroetta su se stessa e si scatena sulle note di Sex Machine, con articolazioni impensabili e quasi inquietanti. Ho ritrovato la magia, e per un attimo, mi sono sentito parte di questo grande spettacolo, non per il pubblico, non per il futuro, non per i soldi, ma veramente, per tutti noi. Il Porretta Soul Festival è tante cose, per me è Guerre Stellari, quando lo stanco e millenario Jedi butta il bastone e combatte l'ennesima sua battaglia, per tutti, come deve ogni grande eroe moderno. Cerchiamo tutti un pò di magia.

Thursday, July 5, 2007

PILLOLA: mi manchi ?

Banale, mi manchi. Banale ma poco è quanto il legame di sangue. Da tutto, forse, mi posso riprendere, ma non dal non vedere più mia figlia. Posso solo cercare di sopravvivere a me stesso, non allungando, ma almeno non accorciando, la mia vita, e godendo, godendo, godendo ogni momento possibile con lei. Parola di ipocondriaco.

Si aggiusta da solo ?

Simona era caduta dalla bicicletta. Nulla di grave, ma piangeva, forte, non per il dolore al ginocchio, ma per il jeans strappato. Il ginocchio si aggiusta da solo, il jeans è irrimediabilmente distrutto. Questo sbraitava agli astanti. Si aggiusta da solo è la base della nostra sopravvivenza, siamo degli sistemi biologici auto-riparanti, e spesso ci va fatta bene. Spesso, non sempre. E allora interviene la sanità. A volte aiuta anche un intervento preventivo, semplicemente per non arrivare troppo tardi e per evitare che l'auto-riparazione o la riparazione esterna diventi impossibile. Ci sono paesi in cui la paura di morire è l'elemento trainante per rivolgersi alla sanità. Ci sono paesi in cui la paura di pagare è l'elemento frenante per non rivolgersi alla sanità. La paura di pagare significa decidere a cosa rinunciare per avere un intervento sanitario, dove fare un mutuo per essere curati, con chi eventualmente fare un'assicurazione per essere assistiti, quale malattia considerare importante e quale trascurare, quale figlio non fare curare e quale salvare. La paura di pagare non è solo una paura, è un assillo, un fallimento sociale, una spada di damocle che ogni giorni pende sulla testa nella speranza che non accadano imprevisti, incidenti, scivoloni. La paura di pagare è la sensazione, a volta la certezza, di non poter salvare qualcuno perchè non si hanno i denari per farlo, è sapere che tuo figlio è nato nel posto sbagliato e nella famiglia sbagliata, per colpa tua. Già il posto sbagliato. Un posto sbagliato, molto spesso, è il terzo mondo, ma attenzione, esiste anche un primo mondo, insospettabile, vincente, sicuro, che ha al suo interno delle enormi sacche di terzo mondo, soprattutto di terzo mondo sanitario. Avere un tetto economico sulla spesa sanitaria porta, ad esempio, a qualche piccola indicibile aberrazione: scegliere quale dito farsi riattaccare. L'esempio è volutamente copiato dal Sicko di Michael Moore, tanto per riflettere su dov'è collocato il terzo mondo sanitario. Forza, coraggio, tanto si aggiusta da solo.

Tuesday, July 3, 2007

Talento di una nota ?

Gli USA sono un paese davvero strano. Le persone sembrano molto più semplici degli europei e soprattutto degli italiani. Gli statunitensi sono così lineari e così onesti che è difficile non avere una tenue sensazione di superiorità, non arrivare a pensare di tenerli in pugno, non immaginare di poter fare tutto quello che si vuole. E' un grave errore. Gli statunitensi sono dei bambinoni cresciuti ma hanno un enorme talento, così grande che a volte ci sentiamo piccoli. Per fortuna, neppure di questo, si accorgono. Se camminate per Central Park ed ascoltate i mille cantanti, i mille suonatori da strada, se guardate i mille disegnatori, i mille caricaturisti, vedete una cosa preoccupante, sono tutti bravi. Hanno tutti talento. Alcuni amici cantavano, dalle cantine ai pub, un giorno alla settimana, una volta al mese, quando capitava, e mi sembravano davvero bravi. A NYC nei pub ci sono dei veri fenomeni. Ci sono delle voci che ti chiedi perchè non sono primi in classifica, che ti fanno venire i brividi, che li guardi ed un pochino ti vergogni, anche solo di esistere, stonato. Eppure sono li, anche loro, nel pub, come i miei amici di un tempo. Quello che cambia è la qualità, il pub ed il talento. Per fortuna non se ne rendono conto.

Saturday, June 30, 2007

Stato amico ?

Lo stato fa le strade. Questo era un vecchio adagio che sentivo da bambino e mi dava l'idea che una grande opera, al servizio di tutti, quale una strada, la via maestra per comunicare e per vivere, era la missione fondamentale dello stato. Uno stato in cui stare insieme significava costruire insieme un futuro, costruire insieme la felicità, cercare insieme dei modelli di convivenza, sviluppare insieme l'aiuto a chi davvero ne ha bisogno. Uno stato amico, che ti aiuta, che ti consiglia, che ti guida. Dove lo statista è una persona illuminata che apre nuove strade, che guida una rivoluzione verso il benessere ma non impone, suggerisce, consiglia, abilita, aiuta. Dov'è finito tutto questo ? Amici che chiudono piccoli negozi, perchè studi di settore dicono che dovrebbero fare più affari, o dovrebbero fare meno affari, o dovrebbero spendere più soldi, che non hanno. Tasse complessive al 70%. Lavori pubblici che durano decenni e causano più danni, incidenti, morti, fastidi di quando, se mai saranno terminati, produrranno benefici. Polizia municipale, polizia provinciale, polizia statale, carabinieri, guardia di finanza, polizia postale, polizia penitenziara, ho quasi paura a girare perchè quando la protezione diventa troppa, e troppo distribuita, necessariamente non coordinata, non sai più di chi fidarti. Oggi i bilanci sono bassi, allora bisogna fare multe. L'amico poliziotto di quartiere diventa il micidiale autoveloxista, che in agguato dietro un albero, di una superstrada a 4 corsie con un misterioso limite dei 50Kmh, deciso non si sa da chi e perchè, attende il mio sicuro fallo. Non sono solo. Siamo tanti. Vivere con la pura dello stato, la pura continua che pur cercando di fare tutto in regola, qualcosa sia scappato, un qualcosa che implica una catena imprecisata ed interminabile di eventi. Alla certezza del diritto si sovrappone l'incertezza dello stato. D0v'è il mio stato amico ? Come posso urlare al mondo sono italiano, quando invidio profondamente gli altri paesi. Rimango, non silenzioso, in questo stato, perchè me lo ricordo amico, e credo possa tornare ad esserlo. Starò facendo un grande errore ? Una sola tristezza... tutti i segnali vanno inesorabilmente nella direzione opposta.

Sunday, June 24, 2007

PILLOLA: viaggiare ?

Ho avuto una grande fortuna: avere la possibilità, il coraggio, l'umiltà, di viaggiare, dove non è banale farlo, prima con lo spirito, poi con il corpo, infine con la mente. Come uomo, la parte più pericolosa è sempre stata con la mente.

PILLOLA: ispirazione ?

Non c'è nulla da fare. Ispirazione significa esporre con parole un istinto sentito, che nessun ragionamento può giustapporre. E poi rileggi, anche dopo anni, e non ti sembra uno schifo, non ti sembra di un altro, non diventi rosso. Sono momenti rari, sicuramente tutti li abbiamo avuti. Sicuramente ?!?!

Wednesday, June 13, 2007

Esperienza ?

Quando ero un attimino più giovane mi venivano idee, sempre, in continuazione, spesso sbagliate, ma ferveva sempre qualcosa in mente, di giorno, di notte, mentre dormivo sognavo idee, mentre facevo la doccia desideravo terminare per avere un foglio bianco da riempire di caratteri, per formalizzare le idee. Poi, pian piano, le idee fuggono, smettono di friggere, e ti chiedi se qualcuno te le ha rubate, se si sono nascoste, ed in quel caso dove sono finite. Eppure, l'impressione è che tu ne abbia più di una volta. L'esperienza è qualcosa di stupendo, permette di compensare tutto ciò che fugge, quasi con un bilancio positivo. A volte, raramente, barando con se stessi, si arriva a pensare che l'esperienza consenta di evitare le idee errate e che così le poche che rimangono siano quelle che contano, quelle più giuste. La realtà non è così. Quando è stata l'ultima volta che ti sei inciampato su una buona idea ?

Università quale modello ?

I concorsi, un piccolo grande problema.

Modello 1: valutiamo le cose su una base puramente oggettiva: numero delle pubblicazioni, bontà delle pubblicazioni, numero di autori presenti, estrapolazione del contenuto di ogni autore, posizione del singolo autore nella lista, impatto di un lavoro sulla comunità scientifica, importanza della rivista, numero di corsi fatti, numero di progetti gestiti, dimensione dei progetti gestiti, finanziamenti ottenuti, internazionalizzazione dei progetti, tipologie di coordinamento, ruoli istituzionali coperti. Tanti parametri, un unico problema, come valutarli singolarmente e come valutarli collegialmente, come pesarli.

Modello 2: valutiamo le cose su una base puramente soggettiva: mettiamo la persona davanti ad una giuria, che sulla base di domande, di conoscenza, di valutazioni personali, di interrogazioni a terzi, arriva alla formulazione di un giudizio su un candidato. Un antico adagio diceva che non occorre valutare la persona al concorso, la persona deve già essere nota prima per quello che ha fatto e per l'importanza del suo lavoro. Pochi parametri oggettivi, ma una convinzione legata all'esperienza, alla valutazione di parametri euristici, alla determinazione della capacità di saper fare e di aver fatto piuttosto che all'analisi di valori misurabili.

Due modelli, forse la realtà è nel mezzo ? Forse sarebbe bello usare il modello 1, ma con parametri noti a priori, dove l'autovalutazione sia sempre possibile, dove si possa scegliere di migliorare, dove sia chiaro perchè si è peggiorati, dove non si creino speranze o non accadano casi fortuiti. Altrimenti, forse è meglio il modello 2. Una domanda, meglio un lavoro da Nobel o 300 lavori onesti ? Con il Nobel nel modello 1 si perde !

Sunday, June 3, 2007

PILLOLA: Manhattan ?

Alcune strade di Mahhattan sono in salita, autostrade su una montagna abitate ai lati, e allora vedi un canyon, che non finisce mai, che da un senso all'orizzonte, che diventa un punto, piccolo infinito, che non si raggiunge. Il tutto in una monotonia gialla, che è un fiume di parola pachistana, che si muove danzando alla luce di una grande onda, rossa e verde, che si muove veloce, e scala la montagna. Ognuno ha le sue montagne ed ognuno scia sulle proprie strade.

Saturday, June 2, 2007

Ti sembra caldo ?

La parola global warming riecheggi ain telegiornali, in manifestazioni di ambientalisti, ma come tante sfortune del nostro paese, mi sembra stranamente lontana, quasi una moda. Poi però faccio una passeggiata in gennaio in un bosco e vedo dei sfiori sbocciati e colorati, strano. Inizio a dormire con le finestre aperte in febbraio, strano. Non riesco a fare vedere la neve a mia figlia, di cui tanto le ho parlato, se non con un cannone che la spara in montagna, strano. Lascio la moto sotto casa e mi ritrovo ad usarla sempre, in inverno come se fosse estate, strano. Forse vale la pena guardare qualche dato. Vivendo a Bologna mi viene naturale cercare i dati del servizio idrometeorologico dell'Arpa della Regione Emilia-Romagna. Due sono i grafici i interessanti: tmperature massime giornaliere e precipitazioni totali. Tali grafici riportano, in modo aggregato per stagione, per primavera, estate, autunno ed inverno le differenze (in gradi centigradi per le temperature ed in millimetri per le precipitazioni) rispetto ai valori medi calcolati sul trentennio 1961-1990. Se guardiamo le temperature il dato inizia ad essere davvero allarmante, negli ultimi 16 anni siamo sempre stati sopra alla temperatura di riferimento del precedente trentennio se non con l'eccezione di 10 stagioni sulle 64 considerate. Non so il pianeta, ma Bologna si sta scaldando. Inoltre, gli eccessi verso l'alto sono molto maggiori dei rari eccessi verso il basso. L'inverno del 2006 è un record, 3.5C superiore alla media, mai accaduto per un nessun inverno, anche se il 1997 e 1998 non sono stati dissimili. E' poi da notare che i dati dell'Arpa presentano una media sulla stagione, attenuando i picchi giornalieri, che risulterebbero ancora più gravosi. Se guardiamo le precipitazioni ci accorgiamo che piove meno e che, ad esempio, l'inverno 2006 ha accompagnato l'elevata temperatura ad una bassa piovosità. Evidentemente qualcosa sta succedendo. Forse occorre prendere sul serio il global warming.

Friday, June 1, 2007

PILLOLA: chi è ?

Se guardi bene, ma proprio bene, a lungo, allora è diversa. Il naso è molto largo alla radice. molto basso di spessore e vicino agli occhi sparisce lasciando quasi le ciglia ad incontrarsi. le labbra sono tante, carnose, vive, si aprono in uno spazio che ti pare 3 volte il tuo, qualcosa di infinito. Cosa pensa ? Chi è ? Cosa farà ? Dove andrà ? Vorrei essere più vicino al mondo.

Benzina o Gasolio ?

I prezzi di questi due carburanti si sono rincorsi nel tempo. Inizialmente la benzina molto più costo sa del gasolio, il gasolio carburante di nicchia, il gasolio punito con il superbollo, le auto a gasolio aumentano, via il superbollo, aumenta il costo del gasolio, il gasolio costa quasi come la benzina. Come confrontare i carburanti non è semplice. Un indice di merito può essere il potere calorifico inferiore (PCI), che indica, in determinate condizioni, la quantità di calore che si rende disponibile. Occorre allora confrontare il costo attuale, comprensivo di tasse varie, di ogni carburante, con il relativo PCI e verificare cosa conviene. Ecco alcuni esempi con i prezzi di oggi:
Benzina 12.21KWh/Kg 1.87€/Kg 15.3c€/KWh
Gasolio 11.86KWh/Kg 1.35€/Kg 11.3c€/KWh
GPL 12.79KWh/Kg 1.21€/Kg 9.46c€/KWh
Metano 13.29KWh/Kg 0.85€/Kg 6.39c€/KWh
L'effettivo rendimento dipende poi dal motore che trasforma il calore in movimento, comunque i valori sono molto indicativi del rapporto relativo tra i vari carburanti. Interessante osservare poi che i carburanti meno costosi sono anche quelli meno inquinanti. La domanda è una sola: perchè invece che ragionare su Benzina o Gasolio, non ragioniamo tutti sul Metano ?

Sunday, May 27, 2007

PILLOLA: tutto cambia perchè nulla cambi ?

Sono 10 anni che cammino su strade che cambiano nel dettaglio ad una velocità impressionante ma che hanno una visione di insieme imperturbabile. I blocchi di NYC sono così, hanno un'anima, cambiano le stirerie cinesi ed i diners greci, ma il blocco mantiene il suo odore. A volte avere una sicurezza aiuta a vivere.

Pensioni ?

Esistono due sistemi, attualmente in transizione, quello contributivo e quello retributivo. Per capirci qualcosa consideriamo la storia del signor Nero: viene assunto con un certo stipendio, lavora per 40 anni, alla fine della carriera il suo stipendio base si è triplicato rispetto a quello di ingresso grazie al suo aumento di professionalità, il tasso di inflazione è del 2% anno e lo stipendio effettivo viene rivalutato ogni anno di tale coefficiente. Ecco la retribuzione lorda annua partendo da una base di 15000€: 15000, 16084, 17206, 18367, 19567, 20807, 22090, 23415, 24785, 26200, 27661, 29171, 30730, 32340, 34001, 35717, 37487, 39314, 41199, 43144, 45149, 47218, 49352, 51552, 53820, 56159, 58569, 61054, 63614, 66252, 68971, 71771, 74656, 77628, 80689, 83841, 87087, 90429, 93870, 97413 Supponiamo che per ogni anno vengo accantonato il 33% della retribuzione a fini pensionistici. Questa percentuale varia in funzione della tipologia di lavoro. La contribuzione complessiva, attualizzata, del signor Nero, è pari a 857239€ all'atto del pensionamento. Supponiamo che il signor Nero abbia una speranza di vita di ulteriori 25 anni.

Con il sistema retributivo pensione del signor Nero è pari alla media degli ultimi 5 stipendi, quindi la pensione parte con un lordo di 90528€. Al termine della sua vita, dopo ulteriori 25 anni, sempre con un tasso del 2% di aggiornamento, arriverà a 145609€ annui. Complessivamente la pensione ha portato ad un esborso, attualizzato alla fine della vita del signor Nero, pari a 3.6M€ mentre l'accantonamento dei 859239€ hanno fruttato 1.4M€. Il piccolo problema di questo esempio è che il Signor Nero ha percepito molto più di quanto ha versato. In particolare, l'ammanco è di oltre 2.2M€. La situazione mi pare grave.

Con il sistema contributivo, invece, la contribuzione complessiva attualizzata determina la pensione lorda mediante un coefficiente di trasformazione funzione dell'età in cui si è andati in pensione. Tale coefficiente, ad esempio è 4.72% a 57 anni, 4.86% a 58 anni, 5.00% a 59 anni, 5.16% a 60 anni, 5.33% a 61 anni, 5.51% a 62 anni, 5.70% a 63 anni, 5.91% a 64 anni, 6.13% a 65 anni. Supponendo il caso medio di 5.3% si ha una pensione di 45433€ che è la metà di quanto presente con il sistema retributivo, fissata a 90528€. Alla fine della vita del Signor Nero la pensione pari a 73076€ contro i 145609€ del sistema retributivo. Complessivamente la pensione ha portato ad un esborso, attualizzato alla fine della vita del signor Nero, pari a 1.8M€ contro i 1.4M€ dell'attualizzazione dell'accantonamento. Anche in questo caso il signor Nero ha percepito più di quanto ha versato, l'ammanco è passato da 2.2M€ a 0.4M€. La situazione è grave, se vogliamo meno di prima.

A voi le considerazioni. Questi conti dimostrano solo, nella loro generalità, che a parte la differenza significativa di trattamento, anche la "nuova soluzione" non funziona. Ovviamente si possono cambiare i coefficienti, rendendo le pensioni con il sistema contributivo sempre più basse. E' un pò strano che oggi chi paga le pensioni per il sistema contributivo, sta mantenendo quelli che sono in pensione con il retributivo. Chissà chi pagherà le pensioni ai contributivi...

Potere di acquisto ?

Il terreno è minato in quanto le possibilità e le alternative sono così tante da essere difficilmente numerabili, dipendono dal territorio, da chi siamo, da chi eravamo, da dove andiamo, da che giorno è. Inoltre vi sono franchigie, scaglioni, detrazioni, maggiorazioni. Generalizziamo cercando un qualche valore di riferimento. Imposte Dirette: Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) 18%; Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche (IRPEF) 40%; Addizionale Regionale IRPEF: 1.5%; Addizionale Comunale IRPEF: 0.7%. Considerando che quanto dovuto all'INPS non costituisce reddito imponibile, la pressione fiscale diretta risulta pari a 18%+82%(40%+1.5%+0.7%)= 52.6%. A questo punto le tasse indirette. Anche in questo caso generalizziamo considerando la sola Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e pur avendo vari valori, assumiamo quello di riferimento per la maggior parte dei beni, che è anche l'aliquota maggiore, pari al 20%. Supponiamo che le aliquote inferiori, ad esempio a beni alimentari, compensino le aliquote ben maggiori dovute ad Accise ed altro. Occorre notare che se acquistiamo un bene al prezzo finale di 100€, abbiamo in realtà acquistato un bene con un valore di 83.3€ e con 16.7€ di IVA, infatti 83.3€+20%=100€. Questo significa che rispetto a quanto spendiamo IVA compresa, solo il 16.7% è una tassa indiretta. La pressione fiscale diretta più indiretta risulta 52.6%+16.7%=69.3%. Sicuramente il calcolo è approssimativo. In pratica la tassazione è dell'ordine del 70% ed il potere di acquisto è quindi il 30% di quanto un'organizzazione effettivamente spende per il nostro lavoro. Il dato è a mio parere impressionante e fa molto pensare sul futuro.

PILLOLA: geni ?

Conosco sempre più geni. Semplicemente perchè invecchiando conosco sempre più persone ed ho imparato a riconoscere le cose. I geni sono strani. Basterebbe davvero poco per far loro degli eroi, purtroppo si fanno sopraffare da una donna, sempre una, sempre complessa, sempre unica, sempre bella, sempre sull'orlo di qualcosa. I geni vivono all'ombra di queste donne.

Saturday, May 26, 2007

PILLOLA: dov'è Dio ?

Dio in fondo è con noi. Come può una donna nera, grassa, malconcia, in una metropolitana sporca, tra luci che lampeggiano e fermate lente che si susseguono, leggere dei canti a Dio tamburellando il proprio iPod ?

Chiesa: quanti e quanto ?

La chiesa cattolica ha una presenza cospicua nei mezzi di informazione di oggi. Concentrandoci per un attimo in Italia. Nel 2006 sono stati "misurati" 54 milioni di cristiani di cui 52 milioni cattolici, 700 mila ortodossi, 700 mila protestanti; 850 mila islamici; 110 mila buddisti; 75 mila induisti; 70 mila sikh; 45 mila ebrei; 15 mila pagani. I non religiosi sono 4 milioni. Seppure non sia banale effettuare queste misure, il dato essenziale indica una penetrazione cattolica intorno all'88%, cioè ben superiore a qualsiasi aggregazione verticale o orizzontale, politica o etica. L'elemento base di appartenenza è il battesimo, una sorta di marchio e di registrazione su appositi libri, con un numero di battezzati viventi stimato in oltre 57 milioni, cioè il 97% della popolazione. Evidentemente esistono genitori non particolarmente credenti che hanno comunque fatto battezzare il loro nato. Forse un retaggio tipico della scommessa di Pascal. Interessante anche l'avanzata islamica in aumento e l'esiguità ebrea malgrado il relativo potere politico ed il numero di divieti imposti all'intera nazione per rispettare la loro pausa del sabato. Quanto ci costa la chiesa ? Grazie all'8 per mille i cittadini italiani offrono circa un 1000 milioni di € ogni anno alla chiesa cattolica. A questi si aggiungono altri 10000 milioni di € in termini di esenzioni, e sovvenzioni. Il costo non è quindi trascurabile. Senza troppi riferimenti a PIL o bilanci dello stato, significa che ogni cittadino, cattolico o non cattolico, eroga alla chiesa cattolica circa 180€/anno.

Friday, May 25, 2007

Annullamento del matrimonio oppure divorzio civile ?

Per molti anni ho creduto che il divorzio fosse una grande conquista di libertà. Chi vuole può divorziare, anche con una azione monoloterale e non continuare a vivere in una situazione sgradevole di conflitto e di sofferenza. Poi ci sono le case. Poi ci sono i figli. Poi ci sono i soldi. Questi tre elementi trasformano il divorzio in una complessa transazione, trasformano ciò che la giurisprudenza non considera un contratto, in quello che diventano delle reali condizioni di recesso. Ed allora inizia un lungo valzer, fatto di colpi bassi, fatto di rettifiche, di spartizioni, di sentenze. C'è una cosa interessante. Se sei sposato in chiesa puoi ricorrere alla Sacra Rota. Un tribunale ecclesiastico, infatti, dopo una attenta verifica, due livelli di giudizio espletati in circa due anni, può arrivare a dichiarare la nullità del matrimonio. E allora che succede ? Ti sei sposato in chiesa, e per il concordato con la chiesa il matrimonio ha avuto anche un riconoscimento civile. Se il tribunale religioso cancella il matrimonio religioso, anche quello civile viene meno. In pratica non ti sei mai sposato, non è mai successo nulla. Non c'è più nulla da discutere. E' come se mai nulla fosse accaduto. E non si parla più di case, di figli, di soldi. Strano vero ? Avevo idea che il divorzio fosse una grande conquista di libertà laica. Invece lo è molto molto di più l'intervento della Sacra Rota. E se parte in parallelo il divorzio civile e l'annullamento della Sacra Rota ? Vince chi arriva primo. Una corsa tra stato e chiesa. Pensi che sia una esagerazione ? In realtà è un fatto. Inoltre, i 3 anni per il divorzio civile ovviamente non esistono nel caso di un annullamento.

Thursday, May 24, 2007

Quanto costa l'energia ?

Quanto costa l'energia elettrica ? Di solito la compro da Enel. Fino a luglio 2007 è l'unico gestore che può vendere all'utenza domestica, cioè a noi cittadini. Comunque le tariffe le fissa l'autorità per l'energia e non da Enel. Il costo dipende da tante cose ma ciò che è entusiasmante è che la tariffa inferiore è cambiata significativamente 6.4c€/KWh nel 2002, 6.9c€/KWh nel 2003, 6.7 c€/KWh nel 2004, 7.0 c€/KWh nel 2005, 7.9 c€/KWh nel 2006 e 9.4 c€/KWh nel 2007. Qualcosa di drammatico deve essere successo in 6 anni per avere un incremento del 46%. Consoliamoci solo il 18% nel passaggio tra 2006 e 2007. Per fortuna l'inflazione non risente di questi numeri, evidentemente usiamo poca energia elettrica! Le cose peggiorano se ne consumiamo tanta. Sopra ad una certa soglia possiamo considerare un costo di 16c€/KWh. che è il vero costo su cui fare delle considerazioni. Che cosa succede se invece di comprare energia elettrica da Enel la produciamo in casa con un bel generatore a benzina o gasolio ? In questo caso il costo diventa circa 85c€/KWh per potenze domestiche, per andare a circa 30c€/KWh per un generatore in grado di servire una cinquantina di appartamenti e quindi nel caso in cui si faccia della sinergia. Il costo dell'auto-generazione è quindi più alto ma è affascinante che già con 50 appartamenti diventa competitivo. Inoltre non ci sono i black-out, ammesso di fare rifornimento di combustibile. E' da osservare che i mercato offre prodotti con prestazioni e tecnologie non evolutissime in quanto è un mercato molto di nicchia. Ma qual'è il rapporto tra gas metano ed energia elettrica ? Per una famiglia il gas ha un costo indicativo di 72c€/mc comprensivo di tutte le complesse tasse che lo popolano ed 1 mc produce circa 9KWh di energia, quindi il metano ha un costo di circa 8c€/KWh, direttamente confrontabile con il costo della soglia minima dell'energia elettrica. Morale, l'energia la devi comprare, farla in casa per ora costa troppo, e qualunque forma di energia compri costa praticamente la stessa cifra. Viene da pensare che qualcuno questi conti li faccia bene ed in dettaglio !!!!

Alitalia e voli aerei

Ascoltando un qualsiasi telegiornale un ignaro fruitore potrebbe convincersi che in Italia il traffico aereo sia integralmente dovuto ad Alitalia ed all'aeroporto di Roma. Oggi gli italiani non volano per lo sciopero dei piloti di Alitalia. Oggi gli italiani non volano per lo sciopero dei controllori di volo di Fiumicino. Oggi gli italiani non volano per lo sciopero degli assistenti di volo di Alitalia. Oggi gli italiani non volano per gli assistenti di terra di Fiumicino. Peccato che io ho sempre volato, ed anche tanto. Forse che in Italia non esista solo l'autartica Alitalia e la disorganizzata Fiumicino ? Sarà un dubbio legittimo malgrado le minacciose informazioni televisive ? Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblica ogni anno un magnifico compendio statistico sul traffico marittimo ed aereo. L'edizione 2006 ci insegna che su 112 milioni di passeggeri trasportati nel 2005 solo 28 milioni hanno interessato Fiumicino. Ma allora esistono anche altri aeroporti ? Ed in tutti gli altri aeroporti intanto si volava regolarmente ? Scandaloso ! Più difficile trovare un dato paragonabile per quanto riguarda la sola Alitalia, ma alcune presentazioni riportano circa 24 milioni di sempre per il 2005. Ma allora esistono anche altre compagnie aeree ? Nulla contro Alitalia e nulla contro Fiumicino, ma un minimo di onestà intellettuale mi porta ad osservare che il 21% del traffico effettuato da Alitalia ed il 25% riguardante Fiumicino non sono tutta l'Italia. Sicuramente sono importanti ma non totalizzanti. La mia esperienza poi è deprimente, su migliaia di voli presi, ho utilizzato Alitalia meno di 10 volte, 5 voli sono stati in ritardo di oltre 2 ore, nessuno mi ha avvertito, nessun elemento della carta dei servizi è stato ottemperato.