- Ogni tanto la luce elettrica manca. Occorre attendere, qualche minuto, con calma. Torna sempre. non ho mai visto tanti UPS come in India.
- L'Inglese lo parlano solo quelli che sono andati a scuola. Che non sono proprio tutta la popolazione.
- L'Inglese indiano è difficile da capire, per la pronuncia, che ricorda un gorgoglio musicale.
- Una topologia di strada diffusa comtempla: casa, marciapiede con mercante, canale di scolo, sabbia, asfalto, sabbia, canale di scolo, marciapiede con mercante, casa.
- La sabbia, polvere o terra che sia, è ovunque, bisogna rassegnarsi. Almeno, ha un bel colore tra il rosa ed il rosso.
- Tutti sono cordiali, tutti sono sorridenti, tutti sono dignitosi, tutti sono curiosi.
- Il matrimonio promesso è il più diffuso. Rare presenze di matrimonio d'amore. Difficile discutere di problemi di cuore o di aspetti mielosi alla Hollywood.
- Molti potenti assomigliano nei modi e nelle sembianze agli occidentali, tranne ai massimi vertici dove la tradizione, spesso, prevale.
- Oltre a non guardare dentro alle cucine, meglio non pensare dove sono stati comprati e tenuti i cibi, è deleterio. Comunque dimagrante.
- La nuvola di persone messa a fare la stessa cosa può essere furiera di un risultato in tempi brevi. Questo non è vero in Cina.
- La religione è ovunque, sempre, ma non è mai invasiva ed è sempre molto rispettosa. Spesso è nelle persone stesse.
Thursday, February 28, 2008
Guida all'India ?
Tuesday, February 26, 2008
PILLOLA: Clacson ?
Pedoni, biciclette, rishio, apecar, auto, camioncini, autobus. Tutti insieme. Sparsi sulla strada. Mescolati, come la sabbia con l'asfalto. Mescolati, come i marciapiedi con i venditori. Clacson. Sempre clacson, non per allarme. Semplicemente, per presenza, per esistenza. E così l'India brulica, sonora, si muove.
PILLOLA: Libertà di cadere ?
La libertà prima di tutto. Certo che sentire arrivare degli SMS nel cellulare del mio vicino durante l'atterraggio un pò mi infastidisce. Vita, prima della libertà.
Monday, February 25, 2008
Si dice che mi sposo ?
Nella mia mano sinistra la storia affascinante dell'emancipazione femminile, a partire dalle rivendicazioni, dal diritto di voto, dal femminismo, dalla coscienza del proprio corpo, dalla libertà di disporre del proprio corpo, alla libertà di lavorare e di essere, semplicemente, persone.
Nella mia mano destra la storia di una Italia passata, di matrimoni combinati, di estranei messi in uno stesso letto, nel silenzio delle decisioni prese più dalla tradizione che dai genitori, più dall'uso che dal bisogno. Matrimoni grandi, per famiglie grandi, con un flusso di figli imponenti.
Gurdo le due mani, e sento mia la mano sinistra, sento la mano destra lontana, quasi come se si parlasse non di un altro secolo ma di un'altra civiltà. Quasi come i dinosauri, che ogni volta devi pensare se sono fiaba o realtà, sforzandoti di rientrare nei musei di storia naturale per avere una risposta.
Invece, viaggiando, scopri che la mano destra è vicina, tanto vicina, sia nel tempo che nello spazio. Sommando, sicuramente per difetto, i posti più popolati quali Cina, India e Africa, d'improvviso le proporzioni cambiano. Ed allora mille poeti che inneggiano all'amore, al romanticismo, alla passione, che sembravano universali e perenni, dove finiscono ? Quello struggimento, quel stare male giovanile che risuona all'epoca come perpetuo, è solo mio ? E' solo nostro ?
Nella mia mano destra la storia di una Italia passata, di matrimoni combinati, di estranei messi in uno stesso letto, nel silenzio delle decisioni prese più dalla tradizione che dai genitori, più dall'uso che dal bisogno. Matrimoni grandi, per famiglie grandi, con un flusso di figli imponenti.
Gurdo le due mani, e sento mia la mano sinistra, sento la mano destra lontana, quasi come se si parlasse non di un altro secolo ma di un'altra civiltà. Quasi come i dinosauri, che ogni volta devi pensare se sono fiaba o realtà, sforzandoti di rientrare nei musei di storia naturale per avere una risposta.
Invece, viaggiando, scopri che la mano destra è vicina, tanto vicina, sia nel tempo che nello spazio. Sommando, sicuramente per difetto, i posti più popolati quali Cina, India e Africa, d'improvviso le proporzioni cambiano. Ed allora mille poeti che inneggiano all'amore, al romanticismo, alla passione, che sembravano universali e perenni, dove finiscono ? Quello struggimento, quel stare male giovanile che risuona all'epoca come perpetuo, è solo mio ? E' solo nostro ?
Thursday, February 14, 2008
Chi scrive in Internet ?
Una lacrima pensando al mio caro Nonno che mensilmente mi portava un volume di una enciclopedia universale sul sapere. Rilegata finemente. Era un grande regalo ed una piccola festa. La cultura inscatolata, ma pronta all'uso. L'idea di aver la potenzialità del sapere. I volumi giustapposti, spolverati periodicamente, che non fornivano sapere, spesso intonsi, ma pronti ad essere aperti ed a spiegare, a rispondere. Capaci, persino, di rispondere a subdole domande della "Settimana Enigmistica". Il tutto in una realtà dipinta stabile, stazionaria. Mentre fuori, a pochi metri, la città cambiava per il boom economico, o per le sue code. Ma la conoscenza, imbrigliata, pareva eterna. E mi sentivo tranquillo, perchè sapevo dove cercare. Lievemente infastidito, a volte, dagli aggiornamenti. Plichi di carta aggiuntiva, che stonavano con l'immutabilità dell'opera. Dove cerco, nell'originale, negli aggiornamenti, negli aggiornamenti degli aggiornamenti. Fastidioso, questo sapere che evolve. Fastidioso, questo sapere che sopravvive anche al mio caro Nonno. Oggi esiste wikipedia. Non mi pongo neppure più il problema del cartaceo, il sapere è tutto li, imbrigliato nella rete, costretto su una mandria di server. Ben organizzato. Trovo quello che cerco in meno di un secondo, sempre. Non sfoglio nulla e non mi taglio più su quella patinata lucida intonsa, che ha distrutto, più volte, il dorso delle mie falangi. Tutto gratis. Tutto aggiornato. Tutto presente. Qualsiasi cosa penso, qualsiasi idea, la verifico in un secondo, mi accorgo che è vecchia in due secondi, la abbandono in tre secondi. Tanto sapere, tutto disponibile, sempre. Vivo su un motore di ricerca, che ormai si auto-specializza sulla base di quello che gli chiedo ed è in grado di trovare tutto. Poi ho un dubbio. Chi mette tutto questo a disposizione. Io trovo tutto, risposte a qualsiasi domanda, ma scrivo poco, davvero poco. Chi risponde, chi scrive, chi immette conoscenza ? Davvero che ci sia un mondo che scrive ed uno che legge ? Chi scrive come fa ad avere tutto quel tempo per scrivere ? E' una comunità interessante e davvero portentosa, in quanto è ordinata, ma in modo spontaneo... sicuramente un esempio da seguire in altri contesti, forse la vera interpretazione della democrazia.
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