Wednesday, March 18, 2009

Donne velate e parabole ?

C'è un paese arabo che amo, che non mi ha dato i natali, ma ormai tanta ospitalità da sentirlo una seconda casa. L'ospitalità araba è pragmatica, insistono semplicemente sino a che tu non dici di si, e alla fine, ti senti un pò a casa. Negli ultimi 10 anni ho notato due cose, è aumentata la foresta di parabole ed è aumentata la foresta di veli.

La foresta di parabole è una sensazione innaturale, dall'alto, ovunque guardi, parabole. Nuove e vecchie; bianche, rosse, grigie; arrugginite e smaltate; tonde e ovali; con uno, due, tre illuminatori. Fili che dai tetti si lanciano folli verso finestre impensabili. Abbattono un muro, una casa, anti-edilizia selvaggia, e il giorno dopo nello spazio nasce un fungo, una parabola che guarda il cielo. Condivisione e condominio sono concetti che non sono neppure riuscito a spiegare. Allora uno pensa globalizzazione, omogenizzazione, tendenza all'inglese, uniformità ? Almeno, con la foresta di antenna, pensavo ad uno zoo di abitudini. Invece, nulla.

Donne non velate hanno un giorno messo il velo. Difficile capire, soprattutto per me. Difficile spiegare, soprattutto per loro. E' il caso di salutarle dando la mano ? Meglio di no, pare. Mano al cuore, sempre meglio. Il velo protegge. Dentro al velo non c'è una donna, c'è una casa. Un ambiente protetto. La donna vive in un'altra dimensione. Il velo è un po' come la veranda, uno spazio di interfaccia, qualcosa che avvicina ma separa, una zona dove accogliere, ma con distanza. Veli bianchi, molti diffusi. Neutri, come un colore diffuso nelle case, non appariscente, impersonale. E poi chi vuole emergere, con colori sgargianti, con vestiti improbabili, con trucchi esagerati, ma sopra, spesso, il velo.

Incredibile poi le gradazioni, solo la testa, la testa e la bocca, la testa la bocca e il naso con solo una finestra per gli occhi. Gli ultimi due casi spesso neri, tutto nero, senza un centimetro di pelle esposta, neppure le mani. E poi, tutte insieme, che ridono e scherzano, davanti ad una vetrina, di intimo improbabile, quasi scabroso per me, eppure, commentano, serie, pronte ad acquistare.

Chiedo, e mi informo. Centra la religione, è evidente. Ma non un obbligo, una convinzione, un preservare, un sentirsi parte, un mantenere la tradizione. E poi c'è tutta una serie di considerazioni tra loro, si sfottono quasi. Video incredibili della difficoltà di una completamente velata nel mangiare degli spaghetti, tentando l'approccio sia da sopra che da sotto il velo sul viso. Video mandati da una solo parzialmente velata, che gira con quella tutta velata e con un'altra senza veli. Ed insieme, si ride.

L'idea è che ti possa vedere solo chi non potrebbe pretenderti. L'idea è evitare la tentazione. L'idea, forse, è anche proteggersi dal vento e la sabbia. L'idea è respirare con qualcosa che protegga da uno smog che martella i polmoni. L'idea è vivere senza problemi, in un posto che potrebbe sparire, ma che ha una cultura ed una tradizione che merita di essere preservata. L'idea è rimanere e vivere, giorno per giorno, anche se la vita è molto meno lucida rispetto a quella proposta dal satellite.

Alla fine posso dire che faccio fatica a capire, ma ho un grande, enorme rispetto, sempre e comunque, per chi crede, in qualsiasi cosa. Al solito, sotto il vestito, niente.