La sera, il tramonto. Un momento magico, proprio qualche istante dopo. Il crepuscolo. Uno scenario misterioso, dove la notte si sostituisce al giorno, la natura esegue la capriola di una metamorfosi, i venti si smarriscono, le certezze diventano più lievi, il cuore lamenta qualche battito disperso, il cielo si colora di sfumature fuori pantone. Il passo della notte, felpato, fa capolino sui tetti rossi, rossi di crepuscolo, rossi di umanità pulsante, rossi di stanchezza.
La mattina, l'alba. Un momento vacuo, proprio qualche istante prima. L'aurora. La grande nanna volge al termine. Resisti alla nuova luce. Resisti alla frenesia di quello che sarà. Resisti al mistero che scompare, catturando il sapore dell'ultimo sogno. Resisti, ma il formicaio si allaga. L'ingranaggio del giorno, sonoro preludio a quello che sarà, cronometrico ingresso al ricordo del buio senza tempo, accelera accelera accelera.
Fare, con il gusto di creare. Non importa cosa. L'importante è scolpire, difficile sapere cosa. Asimov un giorno mi ha sussurato: ... in cambio, aveva il dono quasi soprannaturale di vedere subito l'applicazione di una teoria, in modo di servirsene. Nel gelido blocco di marmo della struttura astratta, riusciva a scorgere, senza difficoltà evidente, il disegno complicato di un congegno meraviglioso: il blocco si apriva come per un tocco magico e al suo posto resta il congegno ...
Respirare, l'atto democratico dell'aria. L'aria è di tutti. Quella che respiri tu, è la stessa che respiro io. Non lo stesso tipo. Proprio la stessa aria. Quella che esce dai tuoi polmoni, in qualche modo, poi entra nei miei, non ci puoi fare nulla. Tu allora sei un pò me. Tu allora vivi come me. Tu allora scappi come me. Tu allora sogni come me.
La mattina, l'alba. Un momento vacuo, proprio qualche istante prima. L'aurora. La grande nanna volge al termine. Resisti alla nuova luce. Resisti alla frenesia di quello che sarà. Resisti al mistero che scompare, catturando il sapore dell'ultimo sogno. Resisti, ma il formicaio si allaga. L'ingranaggio del giorno, sonoro preludio a quello che sarà, cronometrico ingresso al ricordo del buio senza tempo, accelera accelera accelera.
Fare, con il gusto di creare. Non importa cosa. L'importante è scolpire, difficile sapere cosa. Asimov un giorno mi ha sussurato: ... in cambio, aveva il dono quasi soprannaturale di vedere subito l'applicazione di una teoria, in modo di servirsene. Nel gelido blocco di marmo della struttura astratta, riusciva a scorgere, senza difficoltà evidente, il disegno complicato di un congegno meraviglioso: il blocco si apriva come per un tocco magico e al suo posto resta il congegno ...
Respirare, l'atto democratico dell'aria. L'aria è di tutti. Quella che respiri tu, è la stessa che respiro io. Non lo stesso tipo. Proprio la stessa aria. Quella che esce dai tuoi polmoni, in qualche modo, poi entra nei miei, non ci puoi fare nulla. Tu allora sei un pò me. Tu allora vivi come me. Tu allora scappi come me. Tu allora sogni come me.
La casa e l'ambiente. Ma soprattutto, la veranda. Un pò casa un pò fuori. Interfaccia tra intimità e esteriorità. Il tuo mondo si trasforma nel nostro mondo. Vedetta di osservazione, arena di attesa, trastullo di un dondolio che rallenta i secondi. Legno, mi piace pensarla di legno, spaziosa, luminosa, importante, profumata. E dietro, forse nulla.
Piangere, silenzioso momento di ricongiungimento con se stessi. Ti scuote forte, come una ventata di quelle che ti senti volare. Pinagere di nascosto. Piangere tanto. Tenere lungo il pianto, fino a sfogare tutto, fino a vibrare tutti. Orgasmo di lacrime. Respiro interrotto. Intanto, si inzuppa la pagina di lacrime, la pagina responsabile, la pagina speciale, la pagina che vale il libro tutto.
Tanti confini, tanti crepuscoli, tante aurore, tante sculture, tanto respirare, tante verande, tanto piangere. Tanti punti differenti. Tanti confini differenti. La domanda è qual'è il tuo punto di confine ?
Piangere, silenzioso momento di ricongiungimento con se stessi. Ti scuote forte, come una ventata di quelle che ti senti volare. Pinagere di nascosto. Piangere tanto. Tenere lungo il pianto, fino a sfogare tutto, fino a vibrare tutti. Orgasmo di lacrime. Respiro interrotto. Intanto, si inzuppa la pagina di lacrime, la pagina responsabile, la pagina speciale, la pagina che vale il libro tutto.
Tanti confini, tanti crepuscoli, tante aurore, tante sculture, tanto respirare, tante verande, tanto piangere. Tanti punti differenti. Tanti confini differenti. La domanda è qual'è il tuo punto di confine ?