Un vigile elettronico è uno strumento fantastico, esiste in varie accezioni e può effettuare varie funzioni: controlla la velocità, controlla gli accessi alle zone riservate, controlla i passaggi in corsie preferenziali, controlla il rispetto dei tempi di parcheggio, controlla il rispetto dei rossi semaforici. L'idea è avere un sistema automatico capace di controllare in modo instancabile, continuo e non polarizzato per aumentare il rispetto di tutti alle norme del codice della strada, mediante il sistema più ovvio: elevare multe quando una infrazione viene riscontrata. Ed elevarle in modo automatico, diretto, immediato, imperturbabile. Poi un giorno sei fermo ad un semaforo, rosso. In lontananza il suono inconfodibile di una autombulanza. Arriva ad alta velocità, si avvicina. Le auto iniziano a fremere, a spostarsi, a farsi da parte, avanti, indietro, tutti si danno da fare e le sirene si fanno sempre più vicine. Sei in prima fila, il vigile elettronico ti osserva, spietato nella sua logica, sordo nella sua semplicità. Lo guardi, e devi decidere, in fretta. Se lasci lo spazio all'autombulanza andando in avanti sarai colpito dalla contravvenzione per il semaforo rosso, se non ti muovi impedisci all'autombulanza di passare e sei compevole di intralcio al soccorso. Se decidi per la multa, poi con calma, puoi attivare una lunga procedura per cercare di toglierla, spiegando la situazione dopo molti mesi ad un giudice, nella speranza di riprendere i punti sulla patente che hai perso, per un dovere civile. Se decidi per fermare l'autoambulanza, puoi uccidere qualcuno, ed a parte le eventuali conseguenze penali, ci sono forti conseguenze morali ed etiche. Insomma, esistono momenti in cui qualunque fai, davvero, è sbagliata. L'unica soluzione è non esserci. Non è strano che esisteano situazioni, in un mondo civile, in cui l'unica soluzione è non esserci ?
Monday, September 24, 2007
Saturday, September 22, 2007
Raccolta differenziata ?
Quando ero piccolo si buttavano le carte per terra. Era un periodo in cui esistevano ancora gli spazzini ed il folclore proletario diceva che buttare cartacce era un modo per dare posti di lavoro. Incivile, ricorrente ma efficace. Un pò come fare buche, per poi farle riempire, ed affermare che l'importante è fare lavorare. Poi siamo diventati civili. Abbiamo messo i cestini. Poi siamo diventati paurosi, e li abbiamo tolti per evitare che qualcuno ci parcheggi dentro una bomba. La cartaccia è diventata da tasca. Il cestino, un miraggio. E poi abbiamo differenziato, ovviamente senza cultura, senza didattica, senza informazione. All'aeroporto di Francoforte i cestini sono fatti da 4 differenti comparti. Intanto ci sono. Ma usarli richiede buone conoscenze di tedesco, per sapere cosa mettere dove, per cui anche li meglio la tasca, si evitano figuracce, è lo sguardo tedesco è molto intransigente all'errore. Alcuni popolano le cucine di contenitori. Tanti, colorati, in fila, impilati, a scacchiera: umido, vetro, alluminio, carta, plastica, organico, batterie, farmaci ... La lista dipende dai luoghi, in alcuni casi esistono sottoclassi e quindi altri comparti o altri contenitori. Resiste un genere antico, il generico, molto malvisto, segno dei tempi, dove puoi mettere tutto ma non dovresti mettere assolutamente nulla. In strada, ovviamente, analoga selva di bidoni, ovviamente non tutti insieme e non tutti nello stesso posto, del resto anche le auto vanno parcheggiate da qualche parte, oltre che i bidoni, anche se nella mia zona ogni volta che mettono un nuovo bidone lo parcheggiano su una zona residenti, dove normalmente i volontari della sosta multerebbero anche una piuma ferma per 10 secondi, mentre non ho mai visto nessuna multa su un bidone malposto. Rimane la raccolta. Visto che non esistono oggi camion con 10 comparti, in grado di caricare in automatico 10 tipologie differenti per forma, colora, apertura, di bidoni, rimane l'alternativa di avere 10 tipologie di camion che girano in parallelo. Di notte fanno rumore, di giorno creano traffico con il loro lento andare, sempre generano smog. Evidentemente raccogliere e processare in modo differenziato ha un costo economico ed ecologico. Quand'è che c'è un bilancio positivo economico e/o per l'ambiente ? E' davvero difficile trovare dati su questo bilancio scomodo. Due anni orsono ho parlato a lungo con un responsabile di una multiservizi, il bilancio di convenienza, allora, era intorno al 35% massimo, ma la soglia si sposta, fortunatamente, in avanti negli anni. Secondo te qual'è il numero di contenitori differenti per la raccolta dei rifiuti che puoi gestire nella tua casa ?
Tuesday, September 18, 2007
Due tipi di persone ?
Ad un certo punto ti accorgi che esistono quelli che hanno il mondo in pugno, che trasformano le cose, che guidano le masse, che hanno un piano chiaro, che conoscono i passi per ottenere il successo, che hanno una ambizione superiore a tutto e tutti. Ad un certo punto ti accorgi che esistono quelli che vogliono vivere tranquilli, che hanno il traguardo della felicità, che rincasano pensando alla sera e non al domani, che sognano il weekend e non il lunedì. Esistono entrambi. Entrambi respirano la stessa aria che respiri tu. Ad entrambi batte un cuore come il tuo. Eppure sono due tipologie diversissime, che a tratti si invidiano, a tratti si toccano, a tratti si odiano, a tratti si snobbano. Il problema è capire che tipo di persona sei tu, a quale delle due razze appartieni e a quale delle due razze vorresti appartenere. Purtroppo non sempre essere e volere coincidono. Già sapere chi sei è tanto. Accettarsi è ancora di più. Sapersi prendere in giro è fondamentale. Ricordarsi, appunto, che tutti respiriamo la stessa aria, ma proprio la stessa, quella che esce dai miei polmoni in parte rientra nei tuoi. La stessa. Poi c'è chi fa sciogliere un iceberg per bere acqua con un basso numero di cicli di utilizzo, nell'idea che possa essere più pura, ma fortunatamente sono pochi.
Saturday, September 8, 2007
Donne Raccomandate ?
Per tanto tempo il modello è stato semplice. Spedisci una raccomandata, il sistema postale la porta all'ufficio più vicino al destinatario, un addetto effettua un giro di consegne presso i destinatari, se qualcuno è assente magari ci torna una seconda volta dopo qualche giorno, se non lo trova ancora la raccomandata rimane in giacenza presso l'ufficio ed il destinatario è opportunamente avvisato con un tagliandino. Era tutto molto semplice e funzionava molto bene, soprattutto perchè le donne erano casalinghe, stavano in casa, tranne nei momenti in cui andavano a fare la spesa, e dopo anni i postini si erano sincronizzati, in modo da trovarle sempre a casa. Il postino suona sempre due volte. Donne a casa, una bandiera che ha garantito l'immediatezza della consegna per molti anni e la semplificazione del processo. Poi le donne hanno iniziato a lavorare fuori casa, e le case sono rimaste sguarnite. Senza nessuno, fino alla sera, neppure all'ora di pranzo. Risultato, le seconde visite non hanno più dato alcun frutto, e neppure le terze o le quarte lo avrebbero dato, se fatte durante il regolare orario di lavoro. Così aumentano le persone che si recano presso l'ufficio, dove giace la propria raccomandata, preoccupati di quello che conterrà, scontandosi contro orde di altri utenti imbufaliti, tutti in coda, tutti con il proprio talloncino giallo, tutti con il proprio documento di identità, tutti a guardare il singolo operatore alle prese con la ricerca spasmodica di una missiva sempre dispersa, mentre la coda cresce. Ogni giorno la coda cresce di più, potrebbe essere utilizzata come un indicatore di occupazione. Donne a casa o raccomandate in posta ? Magari l'idea di consegnarle, come in altri paesi civili, alla sera, nelle ore non di lavoro, aiuterebbe tutti, diminuirebbe i tempi, diminuirebbe le arrabbiature. Speriamo che presto qualcuno arrivi a questo traguardo di banale efficienza, ma nel dubbio, meglio avere un bel pensionato a casa, a trascorrere la mattina in attesa del postino. Libera uscita solo al pomeriggio.
Impossibile ?
Ho fiducia nella scienza. La scienza nasce dalla fiducia. Ci sono due esempi carini, su cui riflettere. Un giorno Fermat, che era un matematico bravo e conscio di esserlo, scopre un teorema fondamentale, lo annota a piè pagina di un libro ed omette la dimostrazione, dicendo che non vi era spazio per riportare la dimostrazione. Una analisi del volo del calabrone porta a dire che non dovrebbe volare, secondo alcune leggi della aereodinamica, ma lui, il calabrone, non sapendolo, testardamente, vola. Fiducia significa sapere che l'ultimo teorema di Fermat è dimostrabile ed avere schiere di matematici che per secoli si confrontano con questo problema, trovando prodotti secondari, cioè nuove aree del sapere, che nulla apparentemente centrano con il problema originale, ma che nascono come stimolo, come percorso, come speranza. Nasce un nuovo sapere. Il calabrone vola, e allora qualcosa deve succedere per farlo, passando dall'irregolarità delle ali sino all'utilizzo di una configurazione aerodinamica perennemente instabile. Giustamente il calabrone continua a volare e non sa perchè, oggi qualcuno però inizia a saperlo, e riesce a fare volare tante altre cose, che prima non volavano. Osservare la natura e non dire impossibile è la prima grande lezione. Capire la natura la seconda. Capire cosa è davvero impossibile è la terza. Ad esempio, rallentare un oggetto fermo è impossibile, perchè è fermo. Ma nel dirlo, ho sempre un pò paura, perchè non so mai in che senso è fermo. Impossibile ? Mi piace di più dire difficile, lascia la libertà di pensarci e la speranza di riuscirci.
Sunday, September 2, 2007
Tracciabilità informatica ?
Una volta, nel giurassico anteriore, esistevano le BBS (Bulletin Board System). Ci si connetteva via modem ed una interfaccia caratteri metteva a disposizione una serie di comandi per mandare, ricevere ed ordinare messaggi. Alcuni messaggi erano privati mentre altri erano pubblici, era possibile organizzare ambienti di discussione, i messaggi andavano anche da BBS a BBS, muovendosi pian piano per raggiungere il destinatario. Non esisteva Internet, o meglio non era diffusa, mentre esistevano tanti volontari appassionati che a colpi di telefonate e modem costituivano una rete nazionale e sovranazionale. Questi appassionati erano responsabili di tutto quello che circolava sul loro BBS ed avevano diritto di veto (cancellazione) praticamente su tutto. In pratica nel BBS c'erano i mail, i gruppi, le chat, i blog. Tempi avventurieri, con velocità di connessione che spaziavano da 300bps a 1200bps. Rispetto ad internet un pò come parlare di arco e freccia rispetto a mitra e puntatori laser. Comunque, funzionavano. Ogni utente aveva un login ed una password, con quelli si identificava, con quelli aveva diritti di fare determinate cose. Internet ha cambiato le velocità, a reso tutto più semplice da fruire, ha costruito un fenomeno sociale di aggregazione fornendo grandi numeri ed ha posto forte il problema della tracciabilità. Chi ha mandato quel messaggio ? Chi ha navigato in quel sito ? Chi controlla se ci sono abusi ? Chi punisce qualcuno che abusa da un paese in cui quello che da me è un abuso da lui non lo è ? Chi può decidere quali informazioni fare passare e quali no ? E soprattutto, è possibile farlo ? L'idea è lasciare libero il traffico, non potendo fare altro, ma controllare gli accessi. Ed allora in alcuni paesi i provider sono costretti a duplicare tutto il traffico internet verso strutture governative preposte al monitoraggio e controllo. In altri paesi ogni provider deve poter risalire a chi ha generato il traffico verso un determinato sito ad una determinata ora in un qualsiasi momento. Tutti i meccanismi hanno un costo, a volte la tracciabilità rappresenta il collo di bottiglia allo sviluppo ed alla scalabilità. In altri casi può portare a raddoppiare i costi. Per tracciare un utente lo devo identificare. Per identificarlo devo sapere chi è. Per sapere chi è necessito almeno di un accesso con login e password. A questo punto o viene creato un sistema di autenticazione federato tra tutti i provider, oppure mi ritrovo mille sistemi di autenticazioni diversi, con mille dati dispersi nel globo, con informazioni su chi sono, ma soprattutto con password o PIN da ricordare, spesso anche con l'obbligo di cambiarli periodicamente. Quest'ultimo caso è il modello attualmente in uso. Una conseguenza: difficilmente posso arrivare in un posto o in un paese in cui non sono mai stato e sperare di poter navigare. Mi devo far riconoscere. Ed il modo migliore è pagare. Chi gestisce le mie carte di credito ed in generale i miei soldi sa bene chi sono. Si genera un meccanismo di autenticazione a catena, in cui si rimanda ad un altro che sa chi sono o sa come fare a saperlo. Tracciabilità... una cosa complicata. Poi un giorno scopri che esistono delle reti di proxy, cioè di macchine che trasparentemente utilizzi per accedere a siti o comunque per utilizzare qualsiasi servizio di Internet. Questi proxy possono essere ovunque nel mondo, ovunque le normative possono anche essere differenti. Alla fine è il proxy che accede al sito, non tu. E si possono usare anche più proxy in cascata. E lo scopo dichiarato di questi proxy, spesso anche a pagamento, è l'anonimato. Tracciabilità ed anonimato. Strano connubio. Allora viene da pensare che tracciabili sono quelli che vogliono esserlo, ma in questo caso a cosa serve ?
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