Ho fiducia nella scienza. La scienza nasce dalla fiducia. Ci sono due esempi carini, su cui riflettere. Un giorno Fermat, che era un matematico bravo e conscio di esserlo, scopre un teorema fondamentale, lo annota a piè pagina di un libro ed omette la dimostrazione, dicendo che non vi era spazio per riportare la dimostrazione. Una analisi del volo del calabrone porta a dire che non dovrebbe volare, secondo alcune leggi della aereodinamica, ma lui, il calabrone, non sapendolo, testardamente, vola. Fiducia significa sapere che l'ultimo teorema di Fermat è dimostrabile ed avere schiere di matematici che per secoli si confrontano con questo problema, trovando prodotti secondari, cioè nuove aree del sapere, che nulla apparentemente centrano con il problema originale, ma che nascono come stimolo, come percorso, come speranza. Nasce un nuovo sapere. Il calabrone vola, e allora qualcosa deve succedere per farlo, passando dall'irregolarità delle ali sino all'utilizzo di una configurazione aerodinamica perennemente instabile. Giustamente il calabrone continua a volare e non sa perchè, oggi qualcuno però inizia a saperlo, e riesce a fare volare tante altre cose, che prima non volavano. Osservare la natura e non dire impossibile è la prima grande lezione. Capire la natura la seconda. Capire cosa è davvero impossibile è la terza. Ad esempio, rallentare un oggetto fermo è impossibile, perchè è fermo. Ma nel dirlo, ho sempre un pò paura, perchè non so mai in che senso è fermo. Impossibile ? Mi piace di più dire difficile, lascia la libertà di pensarci e la speranza di riuscirci.
No comments:
Post a Comment