Tuesday, July 31, 2007

PILLOLA: Cervello ?

Abbiamo due mani che fanno cose diverse, anche contemporaneamente. Idem per le gambe, le mani, i piedi. Orecchie che sentono suoni diversi e occhi che vedono immagini diversi. Una stupenda combinazione in natura che fornisce completezza ma anche ridondanza. Il cervello è fatto da due parti, connesse. Molto si sa ma non tutto. Se si sapesse tutto potremo ricreare l'intelligenza, ed oggi non ci riusciamo. La percezione del mio io si localizza necessariamente nel cervello. Se le due parti del cervello, pur connesse, sono distinte, perchè non ho due io separati ?

Ricerca ?

Un giorno, in una tavola rotonda sulla ricerca, in cui sono incappato, ho sentito e vissuto qualcosa di tardo romantico che sento mio e che credo sia da riproporre in un momento di sbandamento collettivo, senza necessariamente citare chi ha detto cosa. Ricerca è quando tutti vanno in vacanza, chiudono le loro carpette e diventano altre persone, mentre tu continui incessantemente a pensare al modo per risolvere il tuo problema. Ricerca è il piacere di avere una buona idea sotto la doccia. Ricerca è non essere mai soddisfatti di un qualsiasi oggetto esistente e trovargli mille difetti, nella presunzione di poterlo fare meglio e nell'umiltà di sapere che ci vuole tantissimo lavoro per arrivarci. Ricerca è non lamentarsi per i soldi guadagnati, perchè non ci dovrebbe neppure essere il tempo per spenderli, con la marea di cose a cui pensare. Ricerca è non staccare mai, mai, mai. Ricerca è sapere di essere fortunati e fare la cosa più bella del mondo, chiedendosi se è un lavoro, stupendosi se c'è uno stipendio. Ricerca è la certezza che finito un lavoro, acquisita una nuova conoscenza, in realtà si aperto un crepaccio di ignoranza e che bisogna rimboccarsi le maniche perchè si deve iniziare di nuovo. Ricerca è soprattutto creare, senza poi chiedersi troppo che cosa è ricerca. Tutti siamo un pò ricercatori, tu ti senti ricercatore oggi ?

Sunday, July 22, 2007

Bambini di sinistra ?

Non è facile capire che cosa sia di sinistra e che cosa sia di destra. Famosa la battuta di Nanni Moretti diretta a Dalema, esponente di sinistra al governo, in cui lo incitava a fare qualcosa di sinistra, qualsiasi cosa, ma di sinistra. Banalizzando la sinistra è più sociale e la destra è più capitalista ? Allora banalizzando ulteriormente l'altruismo è un comportamento più di sinistra mentre l'egoismo più di destra ? Asserti difficili, sia da fare che da sottoscrivere, perchè nessuno si vanterebbe di essere poco altruista e molto egoista, per cui son evidentemente estremi. E i bambini dive sono ? Le piccole creature che alietano spietate i nostri cuori senza alcun senso diplomatico, inneggiando questo è mio questo è mio ? Mia figlia, dolce esperimento di un avvocato ed un ingegnere, ha un senso del sociale basato su quattro stati: mio, di tutti, mio ma anche tuo, di qualcuno. Una classificazione semplice, centrata su di se, ma con la coscienza degli altri. Nel dettaglio, in una giornata, 70 mio, 5 di tutti, 22 mio ma anche tuo, 3 di qualcuno. Ovviamente cambia di giorno in giorno e non è il dato più semplice da misurare. Questo dato mi fa pensare che, schematicamente, i bambini nascano di destra. Poi, pian piano, di ragionamento, diventano di sinistra. Ma il dubbio è forte: a che età avviene la conversione ? Alcuni dicono verso i 15. Altri insistono non prima dei 40. Voci fondate parlano dei 70. L'opzione mai è molto in auge. E' davvero difficile trovare un bambino di sinistra.

Saturday, July 21, 2007

PILLOLA: Affetto ?

Ingredienti semplici: persone che ami. Finchè unica è facile. Con due dipende dai ruoli. Ma se poi te ne nasce una nuova che diventa la terza e mischia i ruoli ? Si può amare allo stesso modo, senza distinzioni, senza privilegi, senza estremi ? L'affetto è un serbatoio da dividere o è una fonte di energia che aumenta con chi ami. Credo e spero molto nella seconda, temo e rifuggo la prima.

Magia ?

C'era una volta un gruppo di ragazzi che si riunivano, carichi come delle molle, speranzosi come dei sognatori, vogliosi come degli assetati, quasi tutti i pomeriggi, a fare teatro. Non a parlare, non a studiare, non a ipotizzare, non a discutere, ma semplicemente a fare, insieme, teatro. Teatro che diventava quasi un sogno, teatro che ti trasforma, in un'onda collettiva di consapevolezza, in un fremito di esserci, in un lampo di conoscenza, in una certezza di speranza. Un'emozione da dentro, così forte da poter essere chiamata magia. Una fusione così intensa che solo momenti profondi di meditazione, per chi davvero ha osato provarli, può essere vagamente paragonabile, ebbene si, magia. La stessa che ieri ho sentito nell'aria. Un'aria intensa, grave di colori, ma soprattutto schiacciante di suoni, dove 20 ragazzi australiani di 17 anni hanno virtualmente sfidati 15 ragazzi francesi di 16 anni nella difficile arte del soul. Una sfida differita di cui un'intera città si è riempita, in un vortice frenetico di quattro giorni di magia, dove ogni incontro è un tributo, uno scontro, tanto sudore, tanta professionalità. Così 80enni intonano classici su note di 16enni, così emozioni diventano magie senza tempo, così una signora curva sul suo bastone lo getta in alto, piroetta su se stessa e si scatena sulle note di Sex Machine, con articolazioni impensabili e quasi inquietanti. Ho ritrovato la magia, e per un attimo, mi sono sentito parte di questo grande spettacolo, non per il pubblico, non per il futuro, non per i soldi, ma veramente, per tutti noi. Il Porretta Soul Festival è tante cose, per me è Guerre Stellari, quando lo stanco e millenario Jedi butta il bastone e combatte l'ennesima sua battaglia, per tutti, come deve ogni grande eroe moderno. Cerchiamo tutti un pò di magia.

Thursday, July 5, 2007

PILLOLA: mi manchi ?

Banale, mi manchi. Banale ma poco è quanto il legame di sangue. Da tutto, forse, mi posso riprendere, ma non dal non vedere più mia figlia. Posso solo cercare di sopravvivere a me stesso, non allungando, ma almeno non accorciando, la mia vita, e godendo, godendo, godendo ogni momento possibile con lei. Parola di ipocondriaco.

Si aggiusta da solo ?

Simona era caduta dalla bicicletta. Nulla di grave, ma piangeva, forte, non per il dolore al ginocchio, ma per il jeans strappato. Il ginocchio si aggiusta da solo, il jeans è irrimediabilmente distrutto. Questo sbraitava agli astanti. Si aggiusta da solo è la base della nostra sopravvivenza, siamo degli sistemi biologici auto-riparanti, e spesso ci va fatta bene. Spesso, non sempre. E allora interviene la sanità. A volte aiuta anche un intervento preventivo, semplicemente per non arrivare troppo tardi e per evitare che l'auto-riparazione o la riparazione esterna diventi impossibile. Ci sono paesi in cui la paura di morire è l'elemento trainante per rivolgersi alla sanità. Ci sono paesi in cui la paura di pagare è l'elemento frenante per non rivolgersi alla sanità. La paura di pagare significa decidere a cosa rinunciare per avere un intervento sanitario, dove fare un mutuo per essere curati, con chi eventualmente fare un'assicurazione per essere assistiti, quale malattia considerare importante e quale trascurare, quale figlio non fare curare e quale salvare. La paura di pagare non è solo una paura, è un assillo, un fallimento sociale, una spada di damocle che ogni giorni pende sulla testa nella speranza che non accadano imprevisti, incidenti, scivoloni. La paura di pagare è la sensazione, a volta la certezza, di non poter salvare qualcuno perchè non si hanno i denari per farlo, è sapere che tuo figlio è nato nel posto sbagliato e nella famiglia sbagliata, per colpa tua. Già il posto sbagliato. Un posto sbagliato, molto spesso, è il terzo mondo, ma attenzione, esiste anche un primo mondo, insospettabile, vincente, sicuro, che ha al suo interno delle enormi sacche di terzo mondo, soprattutto di terzo mondo sanitario. Avere un tetto economico sulla spesa sanitaria porta, ad esempio, a qualche piccola indicibile aberrazione: scegliere quale dito farsi riattaccare. L'esempio è volutamente copiato dal Sicko di Michael Moore, tanto per riflettere su dov'è collocato il terzo mondo sanitario. Forza, coraggio, tanto si aggiusta da solo.

Tuesday, July 3, 2007

Talento di una nota ?

Gli USA sono un paese davvero strano. Le persone sembrano molto più semplici degli europei e soprattutto degli italiani. Gli statunitensi sono così lineari e così onesti che è difficile non avere una tenue sensazione di superiorità, non arrivare a pensare di tenerli in pugno, non immaginare di poter fare tutto quello che si vuole. E' un grave errore. Gli statunitensi sono dei bambinoni cresciuti ma hanno un enorme talento, così grande che a volte ci sentiamo piccoli. Per fortuna, neppure di questo, si accorgono. Se camminate per Central Park ed ascoltate i mille cantanti, i mille suonatori da strada, se guardate i mille disegnatori, i mille caricaturisti, vedete una cosa preoccupante, sono tutti bravi. Hanno tutti talento. Alcuni amici cantavano, dalle cantine ai pub, un giorno alla settimana, una volta al mese, quando capitava, e mi sembravano davvero bravi. A NYC nei pub ci sono dei veri fenomeni. Ci sono delle voci che ti chiedi perchè non sono primi in classifica, che ti fanno venire i brividi, che li guardi ed un pochino ti vergogni, anche solo di esistere, stonato. Eppure sono li, anche loro, nel pub, come i miei amici di un tempo. Quello che cambia è la qualità, il pub ed il talento. Per fortuna non se ne rendono conto.