Monday, February 25, 2008

Si dice che mi sposo ?

Nella mia mano sinistra la storia affascinante dell'emancipazione femminile, a partire dalle rivendicazioni, dal diritto di voto, dal femminismo, dalla coscienza del proprio corpo, dalla libertà di disporre del proprio corpo, alla libertà di lavorare e di essere, semplicemente, persone.

Nella mia mano destra la storia di una Italia passata, di matrimoni combinati, di estranei messi in uno stesso letto, nel silenzio delle decisioni prese più dalla tradizione che dai genitori, più dall'uso che dal bisogno. Matrimoni grandi, per famiglie grandi, con un flusso di figli imponenti.

Gurdo le due mani, e sento mia la mano sinistra, sento la mano destra lontana, quasi come se si parlasse non di un altro secolo ma di un'altra civiltà. Quasi come i dinosauri, che ogni volta devi pensare se sono fiaba o realtà, sforzandoti di rientrare nei musei di storia naturale per avere una risposta.

Invece, viaggiando, scopri che la mano destra è vicina, tanto vicina, sia nel tempo che nello spazio. Sommando, sicuramente per difetto, i posti più popolati quali Cina, India e Africa, d'improvviso le proporzioni cambiano. Ed allora mille poeti che inneggiano all'amore, al romanticismo, alla passione, che sembravano universali e perenni, dove finiscono ? Quello struggimento, quel stare male giovanile che risuona all'epoca come perpetuo, è solo mio ? E' solo nostro ?

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