Thursday, November 29, 2007

Presunzione di colpevolezza ?

Oceano un giorno è in auto, fermo ad un dare la precedenza. Attende che non ci sia nessuno. Attraversa l'incrocio. In lontananza arriva Ulisse. In moto. Piove, piano. Ulisse, vedendo Oceano, da un piccolo tocco al freno davanti. La ruota anteriore si inclina, beccheggia, rolla. L'equilibrio è lontano, perso. Ulisse cade, scivola. Scivola veloce verso Oceano. Oceano impietrito si ferma nella manovra, ormai fuori dall'incrocio. Ulisse arriva come un palla da bowling. Un solo birillo, l'auto di Oceano. Nessuno si fa male. Temistocle, indaffarato a non farsi gli affari propri, è pronto. Millantando una esperienza medica e di pronto soccorso d'annata, mutuata in qualche lontana guerra, dirige le operazione. Autombulamza e forze dell'ordine. 10 minuto, autombulanza. Ulisse sta bene. Temistocle insiste, è necessario un checkup generale. 2 ore, forze dell'ordine preposte. Non a cavallo. Con la perizia di un architetto egiziano, sfidando lo straripamento del nilo, le forze dell'ordine misurano, ritraggono, misurano, fotografano, misurano, interrogano. Dopo 3 ore dall'evento la novità. Multa ad Ulisse. Multa a Oceano. Sicuramente Ulisse andava forte, troppo forte. Sicuramente Oceano non ha rispettato la precedenza, sicuramente. Del resto sono passate 3 ore dall'evento, verificare è impossibile. La presunzione è di colpevolezza. Temistocle si è fatto di nebbia. Ulisse sta facendo la coda in un ospedale, sapendo di stare bene. Oceano non capisce cosa accade. Fogli gialli. Punti sulla patente. Presunti ed effettivi. Tutti hanno torto ? Semplicemente non si può decidere, per ora tutti hanno torto, poi un giudice, terzo, un giorno, deciderà. E vai di ricorso. Tutti assieme. Oceano inizia una storia infinita: giudice di pace, sentenza, assicurazione di Ulisse, assicurazione di Oceano. Ulisse inizia una storia infinita, avvocati, assicurazione di Oceano, assicurazione di Ulisse. Oceano e Ulisse si sono visti solo 10 minuti, si conoscono per carteggi. La presunzione, è di colpevolezza, poi si decide. Piano piano. Io credevo fosse tutto il contrario. Anche Oceano e Ulisse lo credevano.

Tuesday, November 27, 2007

L'Università fugge ?

C'è stato un periodo, lungo, in cui ovunque giravi per il mondo tutti dicevano italiano spaghetti e mandolino, ma anche: avete la migliore Università del mondo, i vostri laureati qui da noi sono delle eccellenze, il mio capo è geniale ed italiano, quando c'è un problema grosso assumo un italiano a risolverlo. Una Università che ti dava un brivido, che ti provocava orgoglio nazionalistico, una situazione in cui non sapevi mai se bravi erano i discenti o i docenti, ma in fondo non ti interessava, l'importante era il risultato. Purtroppo, oggi non è più così. Il vociare e discutere sulla fuga dei cervelli è legato a cervelli formati con un modello Universitario che non esiste più, che è stato preso, cambiato, stravolto, modificato, distrutto, semplificato, svilito ed infine tramortito. L'Università è passata da formare dei brillanti pochi ricercatori a tentare di essere fucina per una massa di tanti professionalizzati. Il risultato è, sicuramente, che all'estero hanno smesso di tessere lodi. Il risultato è che è più faticoso, oggi, essere orgogliosi dei giovani, e bisogna guardare indietro, al vecchio ordinamento. Un'ingiustizia, per chi, nuovo, duramente studia, ma sente e sa di aver perso qualcosa. Ha perso sia un'opportunità con la durezza di una formazione che non è più proponibile, sia il vanto verso un mondo che da sempre aspetta l'estro Italiano. Ma la macchia non si ferma. Università propellenti sono fatte da persone energiche. Gli Universitari sono stati trasformati da ricercatori a burocrati, da arrivisti a seggiolisti. Persone che mi incutevano brividi con la loro parola, con il loro acume, con le loro visioni, oggi sono dispersi a far quadrare crediti formativi, con una tristezza negli occhi che pone molti interrogativi. I giovani non si fermano più in Università, non vedono un futuro o forse, non gli piace il futuro che potrebbe esserci. E allora fuga ? Molti resistono, alcuni fuggono. Non solo studenti. Tutti ci pensano, ormai nessuno riesce più neanche a lamentarsi. Rivoglio il mio orgoglio per questa Università, per l'Università Italiana !

Saturday, November 24, 2007

Ti scrivi le regole ?

Molti di noi rispettano le regole. Alcuni le scrivono. Tra questi, poi, c'è anche chi rispetta le regole che ha scritto. A volte le regole sono così eteree, così amministrative, così immateriali, che è difficile credere che ci sia qualcuno che le abbia scritte davvero, a volte si arriva a credere che esistano da sempre, che non abbiano una genesi, o che se ce l'hanno, sia divina. Invece l'origine esiste, sempre, ed è umana, a volte troppo. Per un attimo pensa di scriverle tu. Chiudi gli occhi e pensa ad un contesto, poi pensa alle regole che vorresti, poi scrivile, poi pensa a come le rispetteresti, a come cambierebbe la tua vita, a come cambierebbe quella degli altri. Due piccoli risultati: hai abbracciato il potere anche se ad occhi chiusi, e probabilmente ti sei reso conto di essere un regolatore meno bravo di quello che pensavi. Cercansi regolatori bravi, magari giovani, ne conosci qualcuno ?

PILLOLA Velox ?

Sfreccio, accelero, freno, capelli al vento, curvo, curvo, tutto verde intorno, arietta calda, pulita, accelero, vrooommm. Asfalto, cartello 90, autovelox, 5 sec, cartello 110, autovelox, 5 sec, cartello 60, autovelox, 5 sec, cartello 130, autovelox, 5 sec, cartello 70, autovelox, asfalto, vrooommmmm.

Wednesday, November 21, 2007

Nicchia ?

Sono goloso. Al ristorante cerco di non ordinare quello che non prendono altri nella speranza che il cuoco, dovendo fare un piatto solo per me, utilizzi più materia prima ed piatto risulti più ricco. In pratica spero nell'errore di misurazione e di valutazione. Molto spesso, ho ragione. Lo stesso accade in tutto. Il diesel costava poco, la metà della benzina o meno, lo usavano pochi, a parte i camion. Nessuno, quasi, sapeva che esisteva e chi aveva una macchina diesel era considerato un uomo di serie B, con un mezzo lento e puzzolente. La tecnologia, il turbo, la ricerca, hanno portato il diesel ad essere competitivo con la benzina. Ed improvvisamente il costo dei due carburanti si è equiparato. La nicchia allora diventa il GPL, aumentano le macchine a GPL, aumenta proporzionalmente il costo. La nicchia allora diventa il metano. Stesso gioco. L'olio di Colza ? Chissà... peccato l'odore di patatina fritta che esce dal tubo di scappamento. La gastronomia ha fatto passi da giganti. Una volta il negozio sotto casa vendeva salami, formaggi, pane, frutta, verdure. Tutte cose che costano meno al super iper mega discount. Per cui oggi il negozino vive di alternative: specialità gourmet, frutte improbabili, insaccati post-nucleari, mozzarelle paracadutate, baccalà fresco di giornata teletrasportato. Affascinante, la nicchia diventa esoterica. Intanto avanza la valanga dei tre generi di prima necessità che stanno ridisegnando le strade: banche, immobiliari e pizzerie da asporto, in qualsiasi ordine. Siamo un popolo di nicchia, costretti a vivere in una nicchia, in cui ognuno cerca la propria, ormai come una sopravvivenza. Forse occorre davvero riformulare la costituzione partendo da L'italia è basata sulla Nicchia. Evviva la Nicchia.

Thursday, November 15, 2007

Galera ?

Come immagino tutti voi non ho mai pensato seriamente alla galera, pur essendo un elemento citato sempre, da sempre, in ogni luogo, anche nei meandri dei giochi. Ed allora, riflettiamoci. A cosa serve ? Viene in mente l'azione correttiva, propedeutica al recupero dell'individuo ed al suo reinserimento nella società con un percorso psicologico e culturale. Viene in mente l'azione di protezione per la società in cui l'individuo pericoloso e probabilmente recidivo viene isolato e messo in condizione di non nuocere ulteriormente. Viene in mente l'azione punitiva, in cui la vendetta del singolo viene evitata in quanto la collettività agisce limitando la libertà del punito. Vengono in mente elementi teorici che si scontrano con carceri piene, con l'assenza di sistemi di recupero, con il disinteresse sociale, con il non rispetto per l'uomo, con l'abuso, con la cattiveria di chi già vincolato vede aumentare la propria popolazione deviata e si adopera per regnarla. Lo scopo allora diventa in opposizione al metodo. Tutto questo aggravato dalla multietnicità. Tanti elementi per arrivare non all'incertezza del diritto, ma all'incertezza della pena. Bisognerebbe costruire nuove carceri, ma non è banale destinare denari alla detenzione quando non ci sono per le attività da sempre oneste. Se devo scegliere tra un carcere o una scuola o un asilo o un ospedale, fatico davvero tanto a dirigere il mio sforzo verso un carcere.

Sunday, November 4, 2007

Aprono il selciato ?

Una volta, oltre 10 anni orsono, a teatro ho visto Paolo Rossi, mi ha colpito il "lifting della città" quale elemento grottesco ed impossibile, sicura reazione esagerata ad un mondo troppo veloce e disorganizzato, che non sentivo mio. Ritrovo il pezzo e penso ai 5 interventi avvenuti in un mese davanti a casa mia. Strade squarciate, parcheggi non disponibili, buchi lasciati aperti e non segnalati per giorni, operai che commentano tra loro che è la millesima volta in questa strada. C'è un punto in cui hanno scavato tre volte in 20 giorni. La disorganizzazione non è annunciata, è perfetta. Rileggiamo Paolo Rossi, ognuno con la propria esperienza. A me ora non sembra grottesco, sembra tristemente reale.

...
Al lunedì, aprono il selciato e rifanno le tubature del metano. Alla sera, il selciato, lo richiudono.
Al martedì, aprono il selciato, e rifanno gli allacciamenti della SIP. Lo apron sto selciato, alla sera, lo richiudono.
Al mercoledì, aprono il selciato e rifanno le condutture dell'acqua potabile. Lo apron sto selciato, alla sera, lo richiudono.
Al giovedì, non sanno che ca**o fare.. aprono il selciato, mischiano e alla sera lo richiudono.
Al venerdì, un giorno che potevi posteggiare... mercato!
E al sabato, prima lavaggio strade... poi, ritiro spazzatura.
E alla domenica? Alla domenica, telefonano!
Aprendo e richiudendo, avete fatto un guaio, adesso ve lo spiego.
Al lunedì, le tubature del metano si sono infiltrate in quelle dell'acqua potabile: la gente se n'è accorta perchè l'acqua era più buona del solito.
Al martedì, la gente non capisce più perchè, quando telefona, quello dall'altra parte della cornetta gli dice: lavati!
Al mercoledì, si mischia la SIP col metano e l'acqua potabile.
Al giovedì, non sanno che ca**o fare.. aprono, mischiano e richiudono.
Al venerdì, mercato! ma con un odore di metano che non lo tiri via neanche con tutta la SIP che c'hai.
E al sabato, prima lavaggio strade... poi, ritiro spazzatura. Per favore notare il genio dell'assessore: prima lavaggio strade, poi ritiro spazzatura. Così la spazzatura diventa bella smerdolenta che non la tiri via neanche con tutte le docce che c'hai
E alla domenica? Alla domenica, telefonano!
Aprendo e richiudendo, avete fatto un guaio, adesso ve lo spiego: aprendo e richiudendo, avete dimenticato dentro il bisturi... Carletto Bisturi, operaio dell'azienda del gas, chiuso da 3 settimane in una fogna che squilla come una doccia!!