Tuesday, November 27, 2007

L'Università fugge ?

C'è stato un periodo, lungo, in cui ovunque giravi per il mondo tutti dicevano italiano spaghetti e mandolino, ma anche: avete la migliore Università del mondo, i vostri laureati qui da noi sono delle eccellenze, il mio capo è geniale ed italiano, quando c'è un problema grosso assumo un italiano a risolverlo. Una Università che ti dava un brivido, che ti provocava orgoglio nazionalistico, una situazione in cui non sapevi mai se bravi erano i discenti o i docenti, ma in fondo non ti interessava, l'importante era il risultato. Purtroppo, oggi non è più così. Il vociare e discutere sulla fuga dei cervelli è legato a cervelli formati con un modello Universitario che non esiste più, che è stato preso, cambiato, stravolto, modificato, distrutto, semplificato, svilito ed infine tramortito. L'Università è passata da formare dei brillanti pochi ricercatori a tentare di essere fucina per una massa di tanti professionalizzati. Il risultato è, sicuramente, che all'estero hanno smesso di tessere lodi. Il risultato è che è più faticoso, oggi, essere orgogliosi dei giovani, e bisogna guardare indietro, al vecchio ordinamento. Un'ingiustizia, per chi, nuovo, duramente studia, ma sente e sa di aver perso qualcosa. Ha perso sia un'opportunità con la durezza di una formazione che non è più proponibile, sia il vanto verso un mondo che da sempre aspetta l'estro Italiano. Ma la macchia non si ferma. Università propellenti sono fatte da persone energiche. Gli Universitari sono stati trasformati da ricercatori a burocrati, da arrivisti a seggiolisti. Persone che mi incutevano brividi con la loro parola, con il loro acume, con le loro visioni, oggi sono dispersi a far quadrare crediti formativi, con una tristezza negli occhi che pone molti interrogativi. I giovani non si fermano più in Università, non vedono un futuro o forse, non gli piace il futuro che potrebbe esserci. E allora fuga ? Molti resistono, alcuni fuggono. Non solo studenti. Tutti ci pensano, ormai nessuno riesce più neanche a lamentarsi. Rivoglio il mio orgoglio per questa Università, per l'Università Italiana !

No comments: