Ma tu sei un client o un server ? Sembra quasi una lotta di classe, invece è la classificazione di un paradigma che ha guidato la nascita e lo sviluppo di internet. Il server è sempre disponibile, aspetta, è pronto ad offrire un servizio. Il client esiste sporadicamente, colloquia con un server, ottiene quello di cui ha bisogno e sposta la propria attenzione su un altro server o si spegne. Ruoli molto ben definiti. E tipicamente il client ha più bisogni che offerte, più richieste che erogazioni. Così nasce un altro assunto: il client ha una azione prevalente di download (inbound) e il server una azione prevalente di upload (outbound). Le conseguenze sono ben note: collegamenti sbilanciati o asimmetrici, in cui viene specificato un rapporto tra inbound/outband che oscilla tra le 4 e le 20 volte. Un rapporto che vincola ad essere fruitori e non attori, in un momento dove il paradigma client/server si trasforma sempre più in peer2peer, dove ognuno è un pò client ma anche un pò server, dove ognuno riceve ma anche eroga, dove si compartecipa ad una rete globale con un modello cooperativo dove nessuno è essenziale ma ognuno è una parte strutturale, dove il sistema diventa sempre più rete e la rete sempre più nuvola. Una forma di democrazia di fatto, basata sull'utilizzo delle risorse di tutti e sull'assunto che tutti hanno la possibilità di fare outbound. Improvvisamente l'assimetria diventa stretta, diventa un nemico di questa democrazia cooperativa. Il modello è nuovo. Ma importante, in un momento in cui si parla e si decide su Next Generation Network e su Digital Divide. Su un doppino in rame non si ha una risorsa dedicata per inbound ed una per outbound, ma una risorsa complessiva, da suddividere. L'approccio asimmetrico è sembrato vincente e lo è stato sino ad ora. Una domenica misuro la banda che percepisco da casa, rispetto ad un punto noto: adsl 4.68/0.83 Mbps; hspda 4.57/1.50 Mbps. Rimango stupito: inbound analogo, outbound doppio dal link radio. La tecnologia si fa sentire, la simmetria si avvicina e lo fa dove non necessariamente si supponga che avvenga. Ci avviciniamo a quel modello di democrazia cooperativa legato al peer2peer, che non centra nulla con il violare i diritti di autore, ma che significa telefonare usando internet senza un centralino, utilizzare risorse di calcolo di altri senza sapere chi e dove sono così come loro fanno con me, avere un disco virtuale distribuito e ridondato nei dischi di altri senza sapere come e dove è composto. Sistema, rete, nuvola. La nuvola necessita di simmetrie. Cerchiamo, realizziamo, costruiamo le simmetrie.
2 comments:
Quante volte ho sentito quella domanda: "ma tu sei un client o un server?" negli ultimi 2 mesi a lezione di Reti P2P..
Lei pensa che l'introduzione del paradigma peer to peer debba portare a una rivisitazione, con conseguente ottimizzazione, dei servizi client-server esistenti? O, dato che "funzionano", è meglio lasciarli così come sono?
Faccio un esempio: il DNS è un servizio, che funziona, basato su una architettura client-server. Potrebbe essere migliorato in chiave p2p? esistono studi a riguardo? Ha senso porsi il problema? (secondo me si, che ingegneri saremmo se non ci ponessimo la domanda "come posso fare meglio?")
Secondo punto: uno scenario simmetrico potrebbe essere il punto di partenza per pensare a servizi prima impossibili da realizzare a causa dello sbilanciamento inbound/outbound? Penso allo streaming video real time. Canali tv p2p in cui: piu utenti guardano il programma e più la qualità dello streaming aumenta! (ovviamente aumentano anche i ritardi allondanandosi dalla sorgente di streaming).
Penso inoltre al digitale terrestre e al momento in cui le trasmissioni in analogico saranno interrotte. Molti utenti (me compreso) invece che comprare un bel decoder inizieranno a guardare i canali via web. E se i server che erogano lo streaming non ce la facessero a soddisfare le richieste degli utenti? Un bel collo di bottiglia eh? Perchè non pensare a una soluzione peer to peer?
Nicola Di Trani
Tutto molto vero. Personalmente sento il bisogno crescente di maggior banda in upload e credo che pian piano gli operatori aumenteranno l'offerta in questa direzione proprio per le applicazioni che lei cita, soparttutto nel campo del real time multimediale e del cloud.
Post a Comment