C'era una volta, tanto tempo fa, l'internet delle persone. Si trattava di una rete in grado di mettere in contatto le persone presenti in qualsiasi parte del mondo, permettendo lo scambio di idee, lo scambio di materiali, la condivisione del lavoro, la comunicazione multimediale, e qualsiasi altra cosa potesse venire in mente. Sebbene complesso, il mondo dell'internet delle persone aveva pian piano identificato delle regole e dei meccanismi, un proprio linguaggio, un proprio modello di sostenibilità, un proprio ambito.
Poi, qualcosa è successo. Ci si è accorti che ogni persona possiede ed usa degli oggetti. Tanti oggetti. Diciamo più di mille per ogni persona, spesso anche più di diecimila. Ed allora l'idea è semplice. Come era per le persone, ora è per gli oggetti. Oggetti connessi. Oggetti che si parlano. Oggetti che si scambiano informazioni. Oggetti che si coordinano. Oggetti che vivono e popolano la rete.
Ma quali sono gli oggetti ? Andiamo dalla lampadina al semaforo, dalla lavatrice al contenitore del sapone, dalla busta al pattume, dalla macchina alla sedia, dal televisore alla scala, dall'ascensore alla camicia, dal dentifricio al bicchiere. Più ci pensi, e più sono gli oggetti. Oggetti che non possono attendere il tuo intervento, ed allora oggetti che si devono autoorganizzare, che devono pian piano assumere una loro autonomia, che devono funzionare un modo autonomo.
Ma allora internet diventa un oggetto molto più complicato. Con molti più soggetti, che diventano principalmente oggetti. Qualsiasi tipo di oggetto. E nasce l'internet degli oggetti, che per estensione, per flessibilità e per complessità è molto più grande ed importante dell'internet delle persone. La sensazione che spiazza e che se già l'internet delle persone, che già era una rivoluzione epocale, rischia di non essere avvertita come tale, l'internet degli oggetti che devasta completamente il rapporto tra le cose e delle cose, rischia semplicemente di accadere senza essere avvertita. Attenzione, le cose succedono molto più di quanto ci si accorga.
Poi, qualcosa è successo. Ci si è accorti che ogni persona possiede ed usa degli oggetti. Tanti oggetti. Diciamo più di mille per ogni persona, spesso anche più di diecimila. Ed allora l'idea è semplice. Come era per le persone, ora è per gli oggetti. Oggetti connessi. Oggetti che si parlano. Oggetti che si scambiano informazioni. Oggetti che si coordinano. Oggetti che vivono e popolano la rete.
Ma quali sono gli oggetti ? Andiamo dalla lampadina al semaforo, dalla lavatrice al contenitore del sapone, dalla busta al pattume, dalla macchina alla sedia, dal televisore alla scala, dall'ascensore alla camicia, dal dentifricio al bicchiere. Più ci pensi, e più sono gli oggetti. Oggetti che non possono attendere il tuo intervento, ed allora oggetti che si devono autoorganizzare, che devono pian piano assumere una loro autonomia, che devono funzionare un modo autonomo.
Ma allora internet diventa un oggetto molto più complicato. Con molti più soggetti, che diventano principalmente oggetti. Qualsiasi tipo di oggetto. E nasce l'internet degli oggetti, che per estensione, per flessibilità e per complessità è molto più grande ed importante dell'internet delle persone. La sensazione che spiazza e che se già l'internet delle persone, che già era una rivoluzione epocale, rischia di non essere avvertita come tale, l'internet degli oggetti che devasta completamente il rapporto tra le cose e delle cose, rischia semplicemente di accadere senza essere avvertita. Attenzione, le cose succedono molto più di quanto ci si accorga.
2 comments:
Io direi che l'Internet "delle persone" e` stata avvertita eccome, come rivoluzione... ed e` ancora in atto, per esempio con l'esplosione delle social networks. In quanto all'internet delle cose, dal punto di vista dell'utente, e` piu` marginale, solo una comodita` che non apre tante nuove frontiere quanto la prima. Non per questo la considero meno degna di interesse!
Mi piace mooolto l'idea del funzionamento autonomo e trovo ci sia un potenzialità di servizio enorme.
Un problema delle 10.000 come delle 1.000 che abbiamo è, fra le altre, la manutenzione. Se l'internet delle cose risolverà questo problema io e tanti ne saremo mooolto felici :)
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