Wednesday, June 13, 2007

Università quale modello ?

I concorsi, un piccolo grande problema.

Modello 1: valutiamo le cose su una base puramente oggettiva: numero delle pubblicazioni, bontà delle pubblicazioni, numero di autori presenti, estrapolazione del contenuto di ogni autore, posizione del singolo autore nella lista, impatto di un lavoro sulla comunità scientifica, importanza della rivista, numero di corsi fatti, numero di progetti gestiti, dimensione dei progetti gestiti, finanziamenti ottenuti, internazionalizzazione dei progetti, tipologie di coordinamento, ruoli istituzionali coperti. Tanti parametri, un unico problema, come valutarli singolarmente e come valutarli collegialmente, come pesarli.

Modello 2: valutiamo le cose su una base puramente soggettiva: mettiamo la persona davanti ad una giuria, che sulla base di domande, di conoscenza, di valutazioni personali, di interrogazioni a terzi, arriva alla formulazione di un giudizio su un candidato. Un antico adagio diceva che non occorre valutare la persona al concorso, la persona deve già essere nota prima per quello che ha fatto e per l'importanza del suo lavoro. Pochi parametri oggettivi, ma una convinzione legata all'esperienza, alla valutazione di parametri euristici, alla determinazione della capacità di saper fare e di aver fatto piuttosto che all'analisi di valori misurabili.

Due modelli, forse la realtà è nel mezzo ? Forse sarebbe bello usare il modello 1, ma con parametri noti a priori, dove l'autovalutazione sia sempre possibile, dove si possa scegliere di migliorare, dove sia chiaro perchè si è peggiorati, dove non si creino speranze o non accadano casi fortuiti. Altrimenti, forse è meglio il modello 2. Una domanda, meglio un lavoro da Nobel o 300 lavori onesti ? Con il Nobel nel modello 1 si perde !

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