Sunday, May 27, 2007

Potere di acquisto ?

Il terreno è minato in quanto le possibilità e le alternative sono così tante da essere difficilmente numerabili, dipendono dal territorio, da chi siamo, da chi eravamo, da dove andiamo, da che giorno è. Inoltre vi sono franchigie, scaglioni, detrazioni, maggiorazioni. Generalizziamo cercando un qualche valore di riferimento. Imposte Dirette: Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) 18%; Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche (IRPEF) 40%; Addizionale Regionale IRPEF: 1.5%; Addizionale Comunale IRPEF: 0.7%. Considerando che quanto dovuto all'INPS non costituisce reddito imponibile, la pressione fiscale diretta risulta pari a 18%+82%(40%+1.5%+0.7%)= 52.6%. A questo punto le tasse indirette. Anche in questo caso generalizziamo considerando la sola Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e pur avendo vari valori, assumiamo quello di riferimento per la maggior parte dei beni, che è anche l'aliquota maggiore, pari al 20%. Supponiamo che le aliquote inferiori, ad esempio a beni alimentari, compensino le aliquote ben maggiori dovute ad Accise ed altro. Occorre notare che se acquistiamo un bene al prezzo finale di 100€, abbiamo in realtà acquistato un bene con un valore di 83.3€ e con 16.7€ di IVA, infatti 83.3€+20%=100€. Questo significa che rispetto a quanto spendiamo IVA compresa, solo il 16.7% è una tassa indiretta. La pressione fiscale diretta più indiretta risulta 52.6%+16.7%=69.3%. Sicuramente il calcolo è approssimativo. In pratica la tassazione è dell'ordine del 70% ed il potere di acquisto è quindi il 30% di quanto un'organizzazione effettivamente spende per il nostro lavoro. Il dato è a mio parere impressionante e fa molto pensare sul futuro.

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